«T2 TRAINSPOTTING - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Come sta la musica inglese vent'anni dopo la sbornia di birra, brit pop ed elettronica?

“Scegliete la vita. Scegliete Facebook, Twitter, Instagram e sperate che da qualche parte a qualcuno freghi qualcosa. Scegliete di cercare vecchie fiamme desiderando di avere agito diversamente. E scegliete di osservare la storia che si ripete” La recens

Recensione del 03 feb 2017 a cura di Claudio Todesco

La recensione

Forse il commento più azzeccato l’ha scritto un utente di Amazon: “È come far visita a un tizio con cui si era amici negli anni ’90 e ascoltare con lui un po’ di vecchia musica e di roba nuova che potrebbe piacerti”. E chissà, magari questo era l’unico modo di assemblare la colonna sonora del sequel di “Trainspotting”, farne una via di mezzo fra un reebot della prima, che è pur sempre una delle soundtrack più amate dell’epoca della Cool Britannia, e un suo aggiornamento ai suoni e agli umori di oggi, con l’aggiunta di alcuni classici senza tempo.

In Inghilterra il film “T2: Trainspotting” è uscito a fine gennaio, in Italia lo vedremo a partire dal 23 febbraio. È liberamente ispirato a “Porno” di Irvine Welsh, regista e protagonisti sono quelli di vent’anni fa invecchiati e, dicono, un poco nostalgici, se non arresi. Chi ha suppergiù quarant’anni lo andrà a vedere, anche solo per fare i conti con gli anni ’90 che l’industria culturale sta rivendendo con una certa insistenza. La fabbrica della nostalgia non dorme mai.

La corsa frenetica di “Lust for life”, lo stordimento elettronico di “Born slippy”, la malefica bellezza di “Perfect day” rappresentavano momenti chiave del film del 1996, fusi com’erano alla narrazione cinematografica, impressi nella memoria collettiva. A giudicare dalla colonna sonora, e non avendo ancora visto il film di Danny Boyle, l’operazione viene replicata con “T2: Trainspotting”, da non confondersi con “Trainspotting #2”, secondo volume della soundtrack originale uscito nel 1997. Vent’anni fa c’erano brit pop ed elettronica.

Oggi il suono del Regno Unito è rappresentato dagli Young Fathers, gruppo hip-hop scozzese — vengono da Edimburgo, dov’è ambientato il film — premiato con un Mercury Prize nel 2014. Hanno tre pezzi di cui l’inedito “Only God knows”, un brano col doppiofondo, schizzato e assieme celebrativo, con ospite il Leith Congregational Choir. Boyle ha definito la loro musica “il battito cardiaco del film”, dove pare si ascoltino altre tre loro canzoni. Tornano gli Underworld che offrono “Eventually but”, tappeto per la lettura di una lettera del personaggio di Spud, e chiudono la colonna sonora con la strumentale “Slow slippy”, dove “Born slippy” riecheggia come un ricordo lontano, il richiamo di un passato stonato.

Se Wolf Alice, Fat White Family, Rubberbandits e High Contrast danno un tocco contemporaneo alla colonna sonora, i Queen di “Radio ga ga”, i Run-DMC di “It’s like that” (nel remix di Jason Nevins), i Clash di “(White Man) In Hammersmith Palais”, i Blondie di “Dreaming” e i Frankie Goes to Hollywood di “Relax” rappresentano il lato vintage. Ascoltate una dopo l’altra senza avere visto il film, queste canzoni suonano come una collezione musicale lievemente eccentrica, però non definiscono una narrazione coerente, né offrono momenti folgoranti.

Questa roba non diventerà “iconica”, come dicono gli inglesi, non rappresenta questo tempo come la prima colonna sonora rappresentava il suo — certo, vent’anni fa era più facile trovare una colonna sonora generazionale a un qui-e-ora. C’è ancora “Lust for life” di Iggy Pop, però rimaneggiata dai Prodigy togliendo l’andatura caratteristica e mettendoci sopra un ronzio ingombrante, che peccato.

O forse è giusto così: vent’anni dopo, i protagonisti non hanno più quella carica vitale, la loro vita somiglia a questa rilettura rimbombante e stordente. Nel 1996 “Lust for life” accompagnava il celebre inseguimento della scena “choose life”. Scegliete un lettore compact disc, recitava un passo del monologo. Nel nuovo film il riferimento ai CD è stato sostituito da Facebook. Segno dei tempi.

TRACKLIST
Iggy Pop – “Lust for Life (The Prodigy Remix)”
High Contrast – “Shotgun Mouthwash”
Wolf Alice – “Silk”
Young Fathers – “Get Up”
Frankie Goes to Hollywood – “Relax”
Underworld /Ewen Bremner – “Eventually But (Spud’s Letter to Gail)”
Young Fathers – “Only God Knows”
The Rubberbandits – “Dad’s Best Friend”
Blondie – “Dreaming”
Queen – “Radio Ga Ga”
Run D.M.C. vs. Jason Nevis – “It’s Like That”
The Clash – “(White Man) In Hammersmith Palais”
Young Fathers – “Rain or Shine”
Fat White Family – “Whitest Boy on the Beach”
Underworld – “Slow Slippy”

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