«NEAR TO THE WILD HEART OF LIFE - Japandroids» la recensione di Rockol

Passione, rock e grinta. Il ritorno dei Japandroids

"Near to the wild heart of life", non solo sudore e energia, ma anche un'anima che prova finalmente a uscire allo scoperto. La recensione del disco dei Japandroids

Recensione del 03 feb 2017 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Deve avere qualcosa di magnetico il sound dei Japandroids vista la facilità con cui riesce a farsi largo, senza ricorrere a particolari accorgimenti o finiture di sorta, seguendo come sempre il collaudato schema di rock a due, chitarra e batteria, a dividersi melodia e ritmo dei brani.

Non si fa eccezione nemmeno per l’ultimo “Near to the wild heart of life”. E’ evidente che Brian King e David Prowse nei cinque anni che separano questo disco dal precedente “Celebration rock” non hanno speso chissà quanto tempo a innovarsi, perché è chiaro sin dalla grafica di copertina che i due hanno rimesso piede in studio senza puntare alla rivoluzione, e, nonostante tutto, smussando quel tanto che basta la loro indole più turbolenta, qualche novità l’hanno introdotta davvero.

Nelle otto tracce del disco c’è tutta l’essenza del duo di Vancouver, come sempre pochi fronzoli e tanta energia, ma questa volta con meno pancia e meno sudore. La verve ruspante che ne aveva fatto un piccolo caso è infatti un paio di passi indietro in favore di una maggiore cura del suono, che qui appare più levigato e felicemente ammiccante all’etere radiofonico. Una svolta che passa soprattutto nella presenza a sorpresa del sintetizzatore, che rivela una inedita voglia di sperimentazione finora tenuta ben nascosta.

Con la title track e la successiva “North east south west” si parte subito di slancio ma è con l’intensa marcia di “True love and a free life of free will” che appare chiara la sterzata su sonorità e atmosfere meno esuberanti. E’ comunque nella centrale “Arc of bar”, sette minuti e rotti di riff energico su una inedita base elettronica, la vera cifra stilistica del nuovo corso della band canadese. Una lunga cavalcata che mette in musica tutta la poetica del duo, fatta di notti selvagge, grandi bevute, signorine più o meno disinibite e soprattutto un coro di “yeah” davvero sopra il livello di guardia.

I Japandrois arrivano quindi al loro terzo album con un’opera che li conferma come uno dei gruppi meno rivoluzionari in circolazione ma anche maledettamente sicuri nel portare avanti a testa bassa il proprio credo. Malgrado la decisione di volersi affrancare dallo schema del lo-fi a tutti i costi perdendo di misura l’attitudine sporca e primitiva degli esordi, l’aggiunta una palette di colori a un sound di per sé essenziale lascia comunque all’ascolto un buon senso di trasporto emotivo. Certo non mancano un paio di scivoloni, eppure, nonostante l’assenza pressoché totale di brani davvero eclatanti, il risultato finale è tutt’altro che noioso. Ciò che potrebbe trasparire è un certo limite nel songwriting che, svanito l’effetto sorpresa, inizia a mostrarsi più evidente, così come è evidente la fase di transizione di una band in cerca della propria quadra di maturazione artistica.

Non avranno inventato nulla di nuovo, ma la loro parte la sanno fare bene. In fondo il rock è anche divertimento e questo non è per forza un male. Anzi.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.