«IL CODICE DELLA BELLEZZA - Samuel» la recensione di Rockol

Samuel debutta da solista con "Il codice della bellezza"

Abbiamo ascolto l'album del cantante dei Subsonica, prodotto da Michele Canova (e con l'aiuto di Jovanotti): la nostra recensione

Recensione del 24 feb 2017 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Debuttare come solista dopo più di 20 anni come frontman di una delle band più amate e importanti d'italia, una di quelle che è riuscita a unire la credibilità delle origini indie con il successo mainstream. Non è la sua prima avventura fuori dalla band, ma questa volta frontman dei Subsonica cu mette la faccia e il nome.

Samuel Romano ha spiegato che a Sanremo è stata sostanzialmente di passaggio: un'opportunita per presentare ciò che davero conta, l'album, che era già pronto al momento della chiamata in riviera. Certo, l'Ariston ha portato bene ai Subsonica: nel 2000 lì fecero il salto definitivo al mainstream.

"Vedrai" comunque era  una ventata di freschezza e di elettro-pop in una manciata di canzoni per lo più iper-tradizionali,  La canzone è stata la terza anticipazione de "Il codice della bellezza", che esce due settimane dopo il Festival.

 Il cantante  è riuscito a trovare, nelle 12 canzoni che compongono l'album, una propria chiave pop, un genere già praticato con la propria band, ma che qua Samuel frequenta in maniera diversa, più  solare. Gli hanno dato una mano il produttore Michele Canova e il "fratello maggiore" Jovanotti, che firma 5 brani: "Più di tutto", "La statua della mia libertà", "Niente di particolare", "La luna piena" e "Voleva un'anima" (in cui duettano).

Chi segue un po' le cose della musica pop italiana sa che da qualche anno Canova è il produttore più ricercato e affermato e che - quando non lavora con i suoi due pilastri storici Tiziano Ferro e Jovanotti - ha la tendenza a "canovizzare" il suono degli artisti. Ha una firma sonora forte, fatta di suoni contemporanei, elettronici. Che si sentono anche qua, sia chiaro: i tastieroni vestono spesso le canzoni soliste di Samuel. Che però rimane se stesso, con una sua personalità ben precisa.

Certo, ci sono alcuni frangenti in cui Samuel isi "tizianizza" un po' (la scasione delle parole de "Il Treno") o si "jovanottizza" un po' (soprattutto nel quasi-reggaeton di "La statua della mia libertà", allegra nei ritmi e impegnata nel testo, che parla di migrazione). Ma sono eccezioni. La dimostrazione migliore è proprio il duetto, una canzone originariamente scritta per "Lorenzo 2015 cc". Parte quindi inevitabile come una canzone di Jovanotti, con Samuel che fa il controcanto; ma nel finale Samuel la fa completamente sua, con una linea melodica vocale che ha il suo marchio di fabbrica, ed è una delle cose più belle di questo disco, mentre Lorenzo che passa sullo sfondo a sostenere l'amico e collega.

Lo si sarà capito dalle prime canzoni diffuse e da quanto detto finora: Samuel ha trovato la sua identità solista in una dimensione meno cupa, più melodica, che gli permette di esplorare la sua voce in forme nuove. Ma non solo pop: tra le cose più belle dell'album c'è "La luna piena", ballata tradizionale ma con un bell'arrangiamento fatto di delicate coloriture sintetiche (portare questa a Sanremo sarebbe stato troppo scontato, ma nel disco funziona alla perfezione). O la title-track, che invece richiama mondi più decisamente elettronici - quasi trip-hop o alla Depeche Mode (e sì, qualche richiamo ai Subsonica).

Insomma, "Il codice della bellezza" è un'operazione riuscita: un disco di pop contemporaneo, prodotto bene e cantanto da una voce con una personalità importante, che è bello sentire in questa veste.

TRACKLIST

01. La risposta (03:21)
02. Vedrai (03:41)
03. Rabbia (03:17)
04. Il treno (03:06)
05. Più di tutto (03:00)
06. Dea (03:11)
09. Qualcosa (04:03)
11. Voleva un' anima (04:12)
12. La luna piena (03:12)
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