«NO PLAN - David Bowie» la recensione di Rockol

Le ultime tre canzoni di David Bowie: la recensione di "No Plan"

Un EP raccoglie gli inediti rimasti fuori da "Blackstar", e pubblicati precedentemente solo assieme alle musiche di "Lazarus". Preparate i fazzoletti

Recensione del 12 gen 2017 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

di Gianni Sibilla

L'8 gennaio David Bowie avrebbe compiuto 70 anni. Il 10 gennaio era il primo anniversario della scomparsa. Ma queste cose le avrete lette ovunque. Forse la celebrazione più importante è stata questa: un EP, pubblicato praticamente a sorpresa, con una canzone conosciuta, e tre inediti, o quasi. 


Lo scorso ottobre è stato pubblicato il "cast recording" di  “Lazarus”, il musical sequel de “L'uomo che cadde sulla Terra” a cui Bowie ha lavorato fino alla sua scomparsa, in scena a New York a fine 2015 e a Londra nel 2016. Il disco conteneva pregevoli versioni di canzoni di Bowie cantate dagli attori (andatevi a sentire la versione di "Heroes" cantata da Michael C. Hall e Sophia Anne Caruso). Ma soprattutto conteneva gli ultimi tre brani inediti incisi da Bowie durante le sessiondi di "Blackstar".

Questo EP le rende finalmente disponibil  all'ascolto individuale (su iTunes non si potevano comprare separatamente dal disco), assieme a “Lazarus” una delle canzoni centrali di "Blackstar", nonché quella che dà il titolo al musical. Riascoltare le parole di quella canzone (“Look up here, I'm in heaven/I’ve got scars that can’t be seen”) fa piangere, oggi, anche se il recente documentario "The last five years" spiega che Bowie l'ha scritta e ha girato il video quando non sapeva ancora di essere malato terminale.


Le tre canzoni: “No plan” è perfettamente in linea con la musica del disco: oscura, ipnotica, inquietante, anche le qua con parole che tolgono il fiato: “Here, there’s no music here” e poi ancora “This no place, but here I am, this is no plan”. Bellissima e commovente, con un altro assolo di sax finale da brividi. E' giusto che dia il titolo all'EP.
“Killing a little time” è un rock duro, basato su un riff di chitarra, che inizialmente più i momenti di “The next day”, poi si chiude su un’orchestrazione quasi jazz e un assolo di sax da free jazz. Anche questa, stupenda.
“When I Met you” è un altro rock, ma più minimale, con chitarre meno forti, e una forte componente ritmica, come nell’album. Suona come classico Bowie.
 

Se non aveta ancora ascoltato il "Cast album" di Lazarus, "No plan" è assolutamente da recuperare. L'ennesima testimonianza della grandezza di Bowie, fino alle ultime incisioni.

TRACKLIST

01. Lazarus (06:24)
02. No Plan (03:40)
04. When I Met You (04:08)
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