«CATCHER - Litio» la recensione di Rockol

Litio - CATCHER - la recensione

Recensione del 14 gen 2017 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Probabilmente è davvero come cantano i Litio, è solo una questione poco complicata, “dipende tutto da come ti siedi / dal cocktail che hai / da come lo bevi”: in “Banalità” non c’è fortuna, alchimia o virtù che possa tenere per fare la differenza, meglio quindi andare avanti concentrandosi sulle piccole cose di tutti i giorni.

Una storia come tante quella dei Litio, nata tra i banchi di scuola, dall’incontro di Stefano Seghesio, voce e autore dei testi, con i suoi sodali Michele Piovano (batteria), Francesco Torelli (chitarra) e Marco Barberis (basso), uniti dalla comune passione per la musica. “Catcher” è l’album con cui il gruppo di Ceva (Cuneo) racconta il proprio mondo, tra speranze e voglia di riscatto. Sotto la guida di Gigi Giancursi, ex chitarra dei Perturbazione, i quattro propongono le loro quotidiane avventure da ragazzi della provincia italiana: racconti di donne, di sentimenti e di straordinaria semplicità rilette con quel tocco ironico e un po’ disincantato preso in prestito direttamente dallo spirito irriverente di Rino Gaetano. La loro è un’attitudine naïf, scanzonata quanto basta per farsi ascoltare e tenere inconsapevolmente il tempo con il piede.

Un disco spontaneo e divertente quindi, che nelle sue undici tracce - più una ghost track alquanto surreale - riesce a far convivere, senza scadere nella retorica, la grinta giovanile alla paura di affrontare il mondo dei grandi, descrivendosi attraverso bozzetti di vita vissuta, quella a tratti grigia e a tratti esaltante con cui tutti, alla fine, si trovano a fare i conti.

Oltre alla già citata “Banalità”, il singolo “Il giorno di Natale” - lanciato proprio in prossimità delle feste - è uno dei brani più riusciti del lotto, il cui disinvolto ”a me piace lasciarmi cadere dalle scale ubriaco il giorno di Natale”  cerca di dare un senso a una romantica e consapevole inettitudine. Sentimento ancora più marcato in “Claudia”, cronaca di un amore non corrisposto riassunto in un “la musica si chiama Claudia”, a tutti gli effetti un vero e proprio inno per tutti i Charlie Brown che nascondono nel loro cuore una storia triste per una ragazzina con i capelli rossi.

Siamo in un territorio, quello della canzone italiana, già ampiamente esplorato in ogni sua varietà, che i Litio riescono bene a trasmettere con sentimento, passione e una sana dose di cinismo. “Catcher” alla fine si rivela una buona prova, ma mostra presto anche il suo limite: riesce a fare subito presa con la sua disincantata leggerezza, restando però troppo fermo in posizione di difesa - come appunto il ricevitore di baseball, il cui guantone è ritratto in copertina. Ad ogni modo, il gruppo piemontese, pure se con una formula non sempre originale, ha trovato il suo punto g di orecchiabilità e tradizione.

Un modo sincero e decisamente pop di parlare di affetti, lavoro, società, frustrazioni e speranze.

TRACKLIST

01. Banalità (03:11)
02. Chiedi scusa a Gesù (03:06)
03. Se questo fosse (02:21)
04. Claudia (02:59)
05. Io e te Fra (02:53)
06. Nascondigli (03:49)
07. Impossibile (03:58)
08. Zero spaccato (02:30)
09. Rz (02:46)
10. Il giorno di Natale (02:13)
11. I ponti (07:38)
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