«SOLASTALGIA - Berg» la recensione di Rockol

Berg: leggi qui la recensione di "Solastalgia"

Loop station, pedale delay e soprattutto la sua voce: questi sono gli ingredienti della speciale ricetta creata da Berg, al secolo Luca Nistler, musicista milanese che debutta con il suo primo Ep “Solastalgia” su etichetta Sangue Disken.

Recensione del 15 dic 2016 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Tanto per essere chiari: il titolo dell’ep, “Solastalgia”, si riferisce a “… un neologismo coniato dal filosofo e docente di sostenibilità australiano Glenn Albrecht, che deriva da solacium (conforto) e algia (dolore). Albrecht definì la nuova parola come nostalgia di casa che si prova quando si è ancora a casa. Egli spiegò che questa forma di nostalgia che una volta era diffusa soprattutto tra persone che vivevano in zone di sacrificio, come ad esempio le terre deforestate o zone estrattive, ma che sta rapidamente diventando un'esperienza umana universale, poiché lo sconvolgimento climatico crea una trasformazione in qualunque luogo viviamo”.

“Solastalgia” è un concept a firma Berg, al secolo Luca Nistler: cinque pezzi che trattano il tema del confine, ragionandolo sia dal punto di vista della forma che del contenuto. Da un lato avremo quindi una riflessione sul concetto di confine inteso come limite politico (“Run”) o conflitto d'identità all'interno di una transizione di genere (“Wrong”), o elemento chiave per immaginare una potenziale società futura (“Ice”). Dall’altro ci troviamo tra le mani un disco formalmente di confine perché pensato e realizzato solamente grazie alla voce di Nistler, lavorata da una loop station e un pedale per poterci costruire una serie di sovrapposizioni armoniche in grado di generare atmosfere che nulla hanno da invidiare alle più raffinate produzioni elettroniche. Quindi un disco per voce e stop. Mica male.

Stilisticamente “Solastalgia” va a inserirsi negli spazi tra le opere di celebrità affermate in ambito elettronico/sintetico, vedi James Blake, Jamie Woon e Sohn, con quel qualcosa di particolare dato proprio dal fatto che in questo caso la voce non è supportata da nulla fuori che se stessa e quindi non si può parlare di elettronica in senso stretto. Ma tanto basta, perché Berg riesce a fare con pochissimo quello che la maggior parte della gente non sa realizzare con tutto: fare musica essenziale che, appena tocca terra, si trasforma in atmosfera, stato d’animo.

Questo ep mi ha piacevolmente stupito e penso che Luca Nistler sia un gran bel talento. Ottimo davvero.

TRACKLIST

01. Wrong
02. Run
03. Ice
04. Vivien
05. Dreams
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