«BELLISSIMA NOIA - Nicolò Carnesi» la recensione di Rockol

Nicolò Carnesi - BELLISSIMA NOIA - la recensione

Recensione del 04 ott 2016 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Al centro di “Bellissima Noia” c'è la solitudine esistenziale dell'individuo che vive il disagio di non riuscire a sentirsi parte di un sistema. I personaggi delle canzoni sono individui che si sentono soli, pur essendo circondati da una moltitudine infinita di persone, immagini, luoghi. E' una “solitudine corale” caratterizzata dall'incomunicabilità".

Parola di Nicolò Carnesi. Classe 1987, palermitano, cantautore. Tre dischi all’attivo: “Bellissima noia” è uscito da poco meno di una settimana e l’ho ascoltato quanto basta per farmi un’idea del tutto. Una buona idea, aggiungerei. Carnesi è un cantautore di talento che, nel corso del tempo, ha saputo raffinare il suo modo di scrivere e di comporre. “Bellissima noia” in questo senso è effettivamente il suo disco più riuscito, più adulto, capace di concentrare nei nove pezzi in scaletta diverse buone idee sia dal punto di vista della forma, un pop cantautorale debitore agli anni Sessanta e agli Ottanta italiani tanto quanto all’elettronica contemporanea, che del contenuto. Il sottile velo di alienazione che Carnesi punta a mettere in risalto si traduce in pezzi come “Lo spazio vuoto” (“…e preferisco dormire e continuare a sognare, tanto il mondo resta uguale”), pop sintetico da spiaggia per fan di Battiato, o “M.I.A.”, brano di chiusura dell’album che concentra in sé tutto quanto vissuto fin qui. Carnesi s’immagina l’ultimo uomo dell’universo, ridotto a essere digitale ormai alla deriva nello spazio (“Mi ritrovo in un corpo in metallo / non ho idea della forma che ho / non ricordo in che anno mi trovo / vedo il mondo lontano da me / è successo qualcosa di strano…”), capace però di prendere coscienza del suo stato facendo infine pace con il proprio io (“Sento le onde vibrare / gli stormi volare / e decido che questo non deve finire / e invece mi libero di tutto il male del mondo / ci penso soltanto un secondo e mi vedo / su spiagge di inverni lontani che a stento / mi accorgo di aver superato il concetto di uomo”).

“Bellissima noia” forse andrebbe preso come si prende un concept album. O forse no, perché per quanto riflessivo e più o meno concettuale (l’incomunicabilità e la spersonalizzazione data dalla tecnologia sono temi piuttosto caldi in questo momento storico), la cosa che si fa preferire è il suo rimanere sempre fondamentalmente un disco pop, e questo lo rende piuttosto interessante. Certo, qualcosa in più in termini di suono si potrebbe fare, e penso che, in un certo senso, Carnesi abbia lavorato con il freno a mano leggermente tirato. Mi piacerebbe sentirlo più libero di sperimentare, di trovare un suono tutto suo, meno debitore nei confronti di qualsiasi cosa; ho apprezzato le contaminazioni elettroniche, il contrasto analogico/digitale, ma penso si possa andare ancora più in là. Ad ogni modo il disco è più che valido e ascoltarlo è qualcosa in più che una bellissima noia. Un piacevole ossimoro.

TRACKLIST

01. Bellissima noia (04:15)
02. Lo spazio vuoto (03:59)
03. Fotografia (05:17)
05. Il lato migliore (04:54)
06. Cambiamento (05:20)
07. Ricalcolo (03:20)
08. Comunichiamo male (03:50)
09. M.I.A. (09:47)
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