«THIS DESERT LIFE - Counting Crows» la recensione di Rockol

Counting Crows - THIS DESERT LIFE - la recensione

Recensione del 08 nov 1999

La recensione

“August and everything after” – il loro album di debutto - era un piccolo capolavoro e, come tale, colse il mondo di sprovvista. Succede spesso, nella musica, che si inizi così. New sensation, next big thing, e per i Counting Crows si era già fatto tardi per rimediare. Il successo di canzoni come “Mr. Jones”, “’Round here”, “Raining in Baltimore”, “Rain king” fu sinonimo di grande popolarità, tanto negli States che in Europa, e per Adam Duritz, sofferente, controverso e ambizioso leader del gruppo, iniziarono i tempi cupi. “Recovering the satellites”, il sofferto seguito discografico, trasportò i fans del gruppo in una spirale di tristezza e infelicità tutto sommato inaspettata, anche se prevedibile, per giunta a discapito delle canzoni che componevano il gruppo, in gran parte neanche troppo riuscite. Il live “Across a wire”, dello scorso anno, cercava di riposizionare sul mercato la band grazie a un paio di cd capaci di sprigionare tutta la magia che il gruppo sa evocare dal vivo, affiancando versioni acustiche a quelle elettriche dei loro brani. L’operazione era riuscita a perfezione, e così adesso per i Counting Crows il compito era facile: si trattava di fornire una conferma del loro talento, e niente di più. Si badi bene, sarebbe bastata una semplice conferma, niente di clamoroso, che si sa che i capolavori si scrivono una volta nella vita. E di fatto, questo è ciò che hanno fatto i Counting Crows, e niente di più: “This desert life” è l’album che riconcilia con la voglia di ascoltarli, più che quello che si aveva voglia davvero di ascoltare. “Mrs. Potter’s lullabye”, “Four days”, “Colorblind”, “I wish I was a girl” e il piacevole singolo “Hanginaround” mettono un po’ di carne al fuoco, ma di certo non è questo l’album del gruppo da incollare con il repeat al lettore cd. Da Adam Duritz è lecito aspettarsi di più, anche se l’attesa ha iniziato a farsi lunga. E se il treno fosse già passato?
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