FENICE

Izi
SonyMusic (CD)

Voto Rockol: 2.5 / 5
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di Fabrizio Zanoni

All'inizio degli anni 090 sembrava esistere un solo genere musicale: il grunge. Il successo planetario di gruppi come Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden ed Alice in Chains fece spuntare come funghi eserciti di band di belle speranze. Alcune di queste avevano anche un bel sound ma quasi tutte difettavano costantemente in una cosa: originalità. Il fenomeno implose e si tornò alla normalità. I grandi gruppi rimasero, gli altri, che erano nati in virtù di una moda scomparvero. Nel rap italiano sta succedendo la stessa cosa.

Il successo commerciale ha portato ad una moltiplicazione esponenziale di artisti della metrica: negli ultimi 5 anni sono usciti più dischi rap che nei precedenti 20. Come per il grunge, alcuni suonano anche bene. ma quasi tutti difettano nella stessa cosa: originalità.

Il disco di Izi, protagonista del film evento sul rap italiano di Cosimo Alemà "Zeta" (con tra gli attori mezza scena hip hop tricolore) non sfugge a questa regola.
E' un disco piacevole, ha un bel singolo che entra subito nelle orecchie ("Scusa") ma francamente fatico a trovarci qualcosa di nuovo, un pezzo che non assomigli a un brano di Gemitaiz, Fred De Palma o Emis Killa. Una traccia che proponga qualcosa che non si è mai sentito prima: vuoi per tecnica, vuoi per contenuti, vuoi per le basi.
E farlo è possibile: avete mai ascoltato un disco di Murubutu o Egreen, giusto per fare due nomi che più diversi non potrebbero essere tra loro?
E ancora: l'uso sistematico di autotune farà anche parte della cultura rap ma uniforma tutte le voci rendendole a volte indistinguibili.
Shablo, alla cabina produttiva del disco, confeziona un prodotto politically correct ma non particolarmente vario a livello di basi. Il disco si lascia ascoltare, piacevole e uniforme come l'acqua nell'alveo di un fiume tranquillo.
"Fenice" piacerà a chi ama il rap cantato e ritornellato, Izi dimostra di avere cose da dire ma se rischiasse qualcosa di più l'emozione aumenterebbe.