«PERFETTO - Eros Ramazzotti» la recensione di Rockol

Eros Ramazzotti - PERFETTO - la recensione

Recensione del 09 mag 2015 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Per il titolo del suo nuovo album, Eros Ramazzotti ha scelto "Perfetto". Una parola semplice, diretta e immediata, che esprime bene gli intenti della dodicesima prova in studio del cantautore romano: l'ideale sequel di "Noi", è un disco "dritto", fatto di suoni semplici raggruppati in arrangiamenti più articolati, multiformi, in cui sonorità tipicamente pop incontrano sprazzi di folk, di modern-country e di rock americano. Eros ha curato in prima persona la produzione di questo suo nuovo album, aiutato da Claudio Guidetti (collaboratore storico di Ramazzotti, assente però nel precedente "Noi"), occupandosi personalmente di ogni singolo dettaglio e guidando un team di collaboratori comprendente autori italiani quali Mogol, Federico Zampaglione, Pacifico, Kaballà e Francesco Bianconi e musicisti di spessore internazionale quali i batteristi Vinnie Colaiuta e Jim Keltner (già al fianco di Frank Zappa, Sting, Joe Cocker, John Lennon, Ringo Starr), i chitarristi Michael Landau, Lawrence Juber e Tim Pierce (Michael Jackson, Paul McCartney e Lucio Battisti) e il bassista Sean Hurley. Un disco dalla doppia anima, insomma, dove una scrittura tipicamente italiana incontra, nei losangelini Henson Studios (dove si sono svolte le registrazioni), strutture musicali made in America.

Il tema centrale di "Perfetto" è una visione positiva della vita e l'amore espresso in tutte le sue forme; il nucleo è rappresentato dal primo singolo estratto dall'album, "Alla fine del mondo", dove l'amore porta a combattere contro distanze, insidie e pericoli. Si tratta di una canzone dal ritornello immediato, dalla spiccata orecchiabilità, con un arrangiamento un po' modern-country un po' folk: Ramazzotti goes Mumford & Sons, più sinteticamente. "Alla fine del mondo" si presenta come la chiave di lettura di questo "Perfetto", sia a livello di contenuto che a livello di forma: la componente country/folk/rock che in questo brano appare in maniera evidente e manifesta, viene ripresa - in maniera più o meno attenuata - anche in altri episodi del nuovo lavoro di Eros, che è un album frutto di una temperata svolta di suono. In altre parole, in questo disco ci sono meno tracce di pop e più accenni di rock rispetto ai precedenti del cantautore: gli arrangiamenti vertono, nella maggior parte dei casi, sul suono delle chitarre, 12 corde in primis, ma anche elettriche e acustiche, con alla base una ritmica precisa, rigorosa. Così in "Alla fine del mondo" e così pure in "Tu gelosia" e "L'amore è un modo di vivere" (due dei brani co-firmati insieme a Federico Zampaglione) e nella latineggiante "Sbandando" (con testo di Mogol).

In "Perfetto" ci sono sì brani più frutto di questa svolta di suono di Eros, ma ci sono anche canzoni in pieno stile Ramazzotti, quel pop latino con accenni di rock che hanno fatto del cantautore romano uno degli artisti più apprezzati a livello nazionale e internazionale (l'album è distribuito da Universal Music in ben 60 paesi...) e che in questo disco ritroviamo in pezzi come "Il tempo non sente ragione", che potrebbe essere scelto come secondo singolo, "Sogno n. 3" e nella title track; diverse sono le ballad, alcune più classiche (come nel caso di "Rosa nata ieri", una lettera ad una figlia che si prepara ad affrontare il mondo e un futuro incerto e difficile, "Sei un pensiero speciale" e "Tra vent'anni") altre meno, vedi gli accenni di gospel in "Buon Natale (Se vuoi)", con tanto di coro. Tra gli episodi più apprezzabili, "Vivi e vai" (con un'introduzione di batteria che cita quella di "Try" di Pink, già scopiazzata da Emma per "L'amore non mi basta") e "Un'altra estate", dove il pop incontra la musica funky.
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