SPLENDE

Warner (CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Mattia Marzi

Il quarto album in studio di Annalisa ha avuto una lunga gestazione e una genesi un po' travagliata: il progetto originale consisteva in un album improntato su sonorità elettro-pop (già in parte sperimentate con "Solo", brano composto dalla stessa cantautrice di Savona e contenuto all'interno del suo album di debutto, e con "Spara amore mio", una delle canzoni incluse nell'album "Non so ballare") le cui lavorazioni stavano vedendo Annalisa lavorare in studio di registrazione insieme al produttore Diego Calvetti e a Francesco Sighieri. Il successivo incontro con Francesco "Kekko" Silvestre, una cui canzone Annalisa avrebbe voluto incidere e inserire all'interno del disco, ha tuttavia portato la cantautrice a rivedere il suo progetto e a cambiare rotta: Silvestre, affascinato dalla personalità e dalla vocalità di Annalisa, ha deciso di prendere in mano le redini della produzione dell'ideale sequel di "Non so ballare", volgendo quello che avrebbe dovuto essere un album elettro-pop in un disco incentrato su sonorità pop melodiche che - a detta dello stesso Kekko - avrebbero consentito alla voce della cantautrice di rendere al meglio.

"Splende", questo il titolo del quarto album in studio di Annalisa, è da considerarsi il sunto finale di un percorso intrapreso dalla cantautrice un anno fa con la pubblicazione del singolo "Sento solo il presente" (brano scritto proprio da Silvestre), prima anticipazione di questo lavoro, prima pietra di un progetto in divenire: una canzone solare, accesa, che sa di primavera; un abito brillante cucito addosso ad Annalisa e pensato appositamente per lei. Tre mesi dopo la pubblicazione di "Sento solo il presente" arrivò un secondo singolo, stavolta firmato da Annalisa insieme a Diego Calvetti e Francesco Sigheri, "L'ultimo addio": un brano attraversato da venature di malinconia e mestizia, probabilmente autobiografico e con un testo evocativo e introspettivo ("La strada neanche la guardavi, andavi veloce/Facevi Elvis e io ridevo senza un perché/I treni persi il lunedì, le notti di Amsterdam", canta Annalisa, timidamente e quasi sottovoce, nella prima strofa della canzone). Dunque è arrivata la seconda partecipazione di Annalisa al Festival di Sanremo: a due anni dal nono posto raggiunto con "Scintille" (Festival di Sanremo 2013, il primo condotto da Fabio Fazio con Luciana Littizzetto), la cantautrice è tornata a calcare il palco del teatro Ariston, in gara tra i "big". Lo ha fatto presentando una canzone, composta ancora una volta da Francesco Silvestre, intitolata "Una finestra tra le stelle", sanremese fino alle viscere (ovvero una ballad molto, ma molto classica, con un arrangiamento incentrato tutto sul suono degli archi, sostenuti qui e là dal pianoforte), candidata fino all'ultimo alla vittoria finale (o almeno al podio) e piazzatasi poi al quarto posto nella classifica finale. Comunque un ottimo risultato.





Musicalmente parlando, questo nuovo lavoro rappresenta la sintesi di quanto proposto dalla cantautrice con i suoi tre precedenti lavori; "Splende" è un disco equilibrato, con il quale Annalisa pare aver raggiunto una propria dimensione e trovato la sua identità musicale, che spazia da brani caratterizzati da sonorità pop/rock, dinamici (è il caso di "Vincerò", un self-empowerment che apre l'ascolto del disco e che sembra rappresentare per la cantautrice una sorta di ideale "punto di ri-partenza": "Niente resta come è/C'è un'evoluzione in me/E vado fino in fondo, torno a casa/brillerò, troverò, uno spazio per me", canta grintosa Annalisa tra una strofa e il ritornello; ma anche di "Splende" e di "Niente tranne noi") ad altri più riflessivi, dalle atmosfere più pacate, che lasciano trasparire l'anima più "classica" e "melodica" di Annalisa (la stessa "Una finestra tra le stelle", "Un bacio prima di morire", con la sua apertura orchestrale di grande impatto; ma anche la bella "Se potessi", impreziosita dalla partecipazione del cantante Raphael Nkereuwem, dalla band reggae degli Eazy Skankers, e "Posizione fetale" - brano quest'ultimo quasi speculare a "Vincerò", di cui sembra rappresentare un implosivo reciproco e opposto, con la voce di Annalisa sorretta da un'orchestra enfatica ma mai ridondante: "Una volta c'era e non c'è più/Chi diceva di mirare in alto/Sempre e comunque, e contro la corrente/Una volta c'era e adesso non c'è più/Chi diceva di guardare avanti/Ero io, pensa a come si diventa", canta nella prima strofa della canzone). A livello di testi, "Splende" si presenta come un disco più maturo e personale dei precedenti, se non altro per il fatto che Annalisa ha partecipato alla scrittura di ben sette degli undici brani contenuti all'interno del disco (che diventano dieci inediti se non si considera la cover di "Ti sento" dei Matia Bazar); un numero significativo: in "Nali", pubblicato nel 2011, figurava un solo brano composto da Annalisa, "Solo"; zero in "Mentre tutto cambia", consegnato al mercato nel 2012; uno solo in "Non so ballare" del 2013, vale a dire "Tutta l'altra gente", che era il rifacimento di una canzone scritta da Annalisa prima di intraprendere la carriera solista. A proposito della cover di "Ti sento": proposta sul palco dell'Ariston in occasione della terza serata del Festival di Sanremo (con un arrangiamento incantevole, e piuttosto fedele all'originale, curato da Diego Calvetti e da Andrea Benassai), quest'anno pensata come omaggio alla musica italiana, Annalisa ha inciso la sua versione del brano portato al successo dai Matia Bazar nel 1985. La trovate in chiusura del disco e, dopo averla ascoltata, ne rimarrete affascinati...