«ONCE MORE 'ROUND THE SUN - Mastodon» la recensione di Rockol

Mastodon - ONCE MORE 'ROUND THE SUN - la recensione

Recensione del 24 giu 2014 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Abbiamo lasciato i Mastodon, nell’autunno del 2011, con un buon album – “The hunter” – di metal/prog moderno, fortemente iniettato di alt rock contemporaneo. Un disco che se da una parte scontentava i fan dell’approccio più cerebrale e ondivago dell’era precedente, apriva anche a una larga porzione di pubblico più propenso a un songwriting conciso, deciso e più “rock” in senso lato.

Con “Once more ‘round the sun i Mastodon dimostrano di aver preso confidenza con questo nuovo modus operandi. L’idea di andare dritti al punto, senza troppe perifrasi e giri di parole (di note, forse sarebbe meglio dire) è ancora dominante e per molti versi la band ha molto affinato quest’arte: non sono più di tre i pezzi che superano i cinque minuti in lunghezza e c’è poco spazio per intermezzi, intro, outro e inserti interlocutori/preparatori... si va dritti all’osso senza troppi salamelecchi o complimenti.
Anche la sperimentazione è davvero ridotta ai minimi termini, a favore di una costruzione dei brani molto convenzionale e aderente all’estetica alternative rock/alt metal/classic metal più tipica. Ma, rispetto al precedente lavoro, la vera differenza sembrano essere i ritornelli e i riff, ancora più riusciti, a presa rapida... roba che ti rimane facilmente in testa.

Quindi “Once more ‘round the sun”, senza dubbio, è il passo evolutivo immediatamente successivo a “The hunter”: in pratica, la presa di coscienza e l’acquisizione della piena consapevolezza nell’utilizzare nuovi mezzi espressivi. E con molta probabilità non ha neppure senso preoccuparsi troppo del confronto col passato più prog/sludge/metal, perché sarebbe semplicemente poco sensato... certo, è lecito esprimere un’eventuale preferenza, ma l’anima dei Mastodon, almeno in questo preciso momento storico, è questa. Che piaccia o no. Diversa, ma coerente.
Se proprio vogliamo analizzare – ma in fondo sappiamo che l’esame al microscopio, almeno per la musica, purtroppo spesso porta alla sterilità e alla gelida uccisione del feeling – questo nuovo album, non possiamo esimerci dal notare come per molti versi possa essere accostato a un’ipotetica versione modernizzata e aggiornata al 2014 di quei colossi che furono i Thin Lizzy del mai troppo compianto Phil Lynott (e lasciate perdere tutto quello che è venuto dopo di lui... no Phil, no Lizzy: punto e basta). Quindi classicità hard e alt metal moderno, ma dosati con sensibilità e mestiere.

Vogliamo trovare a ogni costo un difetto in questa uscita? Non è uno sport particolarmente divertente, a essere sinceri, ma ecco... se proprio si deve muovere un appunto ai Mastodon, per questo nuovo lavoro, è il fatto che sorprendono meno del solito. Sia chiaro: i brani sono di qualità superiore e facilmente lasciano indietro i competitor nell’arena dell’alt metal contemporaneo, però con loro eravamo abituati a essere spiazzati. Ma le abitudini non sono per forza il faro migliore da seguire, quindi prendiamo “Once more ‘round the sun” per quello che è: un ottimo lavoro che facilmente allargherà gli orizzonti di pubblico dei Mastodon ancora di più. Con buona pace della dietrologia a ogni costo.
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