«MI SENTI - Roisin Murphy» la recensione di Rockol

Roisin Murphy - MI SENTI - la recensione

Recensione del 29 mag 2014 a cura di Pop Topoi

La recensione

L'ultimo album di Róisín Murphy risale ormai al 2007, quando la EMI individuò nell'ex cantante dei Moloko una potenziale superstar. La major, come riportarono numerose interviste, voleva fare di lei l'equivalente femminile di un altro grande entertainer della sua scuderia: Robbie Williams. "Overpowered", così come il precedente album solista con Matthew Herbert "Ruby blue", fu però un successo solo per la critica e la EMI non investì su un seguito. Róisín restò in qualche modo nell'immaginario del pop (tant'è vero che Lady Gaga agli esordi fu spesso paragonata a lei), ma negli anni successivi si dedicò solo a collaborazioni sporadiche e in contesti sempre più sperimentali. Stupisce, quindi, che una cantante che oggi si può solo definire di nicchia pubblichi un EP ancora più di nicchia come "Mi senti", un progetto interamente in italiano con un inedito e cinque cover di grandi classici della musica leggera degli anni '60 e '70 (Lucio Battisti, Mina, Gino Paoli, Patty Pravo).
A volte è quasi fastidioso sentire voci straniere che interpretano brani italiani che conosciamo bene. Per fare due esempi recenti, la "Caruso" di Paolo Nutini sicuramente nasceva con le migliori intenzioni, ma il risultato è stato tra i peggiori tributi a Dalla, mentre la "Con te partirò" dei Vampire Weekend aveva l'aria di un divertissement inciso di fretta e senza troppi pensieri. Róisín, invece, trova l'equilibrio giusto: non è cerimoniosa come il primo né incurante come i secondi. Si confronta con canzoni che l'italiano medio sa a memoria, che si sentono ovunque ancora oggi, dai pianobar ai talent show ai varietà di Raiuno. Ma sono anche opere che, forse per il timore reverenziale che suscitano, non sono mai state davvero riproposte con grande creatività (fa forse eccezione la bella versione dei La Crus di "Pensiero stupendo", che vedeva comunque la presenza dell'interprete originale). Róisín, invece, con l'aiuto del marito e produttore Sebastiano Properzi, le stravolge con arrangiamenti elettronici stranianti e sempre sorprendenti.
La cantante ha detto di avere avuto la tentazione di mollare dopo le prime prove su Mina, ma ha studiato il senso dei testi, ha perfezionato la pronuncia e ha raggiunto note che non aveva mai toccato nella sua carriera. Le sue "Ancora ancora ancora" e "Non credere" sono più fredde degli originali, e anche "Pensiero stupendo" perde un po' di sensualità, ma l'algido minimalismo di Róisín ha comunque un grande fascino: la voce si staglia su synth e beat leggeri e mai opprimenti in un lavoro di sottrazione misuratissimo. E se nemmeno "Ancora tu" riesce a catturare appieno lo spirito dell'originale (e non è facile, soprattutto nelle parti quasi parlate), il suo arrangiamento aderisce invece ai suoni che Battisti avrebbe usato più avanti nella sua carriera. "La gatta" è l'esperimento meno riuscito, ma è saggiamente posizionato alla fine dell'EP: ci voleva una canzone leggera come questa, ma forse si sarebbe potuto cercarla in altri episodi del repertorio di Mogol/Battisti o, perché no, in quello della Carrà. L'inedito "In sintesi" è il momento più divertente, movimentato e surreale della raccolta: il testo ripete ossessivamente una frase che non stonerebbe in bocca a Morgan ("sintetizzare vuol dire realizzare") e, pur non essendo una cover italiana, rappresenta un tributo un po' trasversale all'italo disco.
"Mi senti" è un lavoro curioso e creativo che nasce da un amore sincero per la tradizione musicale italiana e che, per sua natura, non può che restare di nicchia. Ma è anche il ritorno graditissimo e intelligente di una cantante che, sebbene non possa più diventare la superstar immaginata dalle major, si spera continuerà a sfruttare la sua libertà in progetti interessanti come questo.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.