Recensioni / 04 ott 2013

Metallica - THROUGH THE NEVER - la recensione

Voto Rockol: 3.0 / 5
Recensione di Andrea Valentini
THROUGH THE NEVER
Blackened Recordings (CDx2)
Siamo onesti, ma proprio limpidi, come se stessimo parlando con noi stessi sotto gli influssi di qualche buon bicchiere notturno. Sappiamo tutti, ancora prima di ascoltarlo, che questo live/colonna sonora dei Metallica è il classico esempio di prodotto che mantiene appieno le promesse e le premesse. Come la focaccia del panettiere da cui andate da una vita, per dirne una.
Metallica live? Ok, è una garanzia, roba che si può prendere a scatola chiusa (a differenza, ormai, di un nuovo lavoro dei Metallica in studio, che necessita una certa cautela in più). Perché loro, da anni ormai, sono fondamentalmente una live band. Lo sanno e lo fanno egregiamente.
Il che equivale a dire che noi dai Four Horsemen, almeno dal vivo, vogliamo sentire “Master of puppets”, “One,” “Enter sandman”, “Battery”, “And nothing else matters”, “For whom the bell tolls” e tutti gli altri classiconi. Con buona pace di tutto ciò che hanno fatto dal 1991 in poi. Quelli sono i Metallica. E per quanto, in questo live, non riescano a esimersi dall’infilare tre estratti dai dischi posteriori, l’antifona resta quella. Non si scappa.




Insomma, il discorso è chiarissimo. “Through the never”, se esuliamo dalle necessità promozionali che impongono la pubblicazione della colonna sonora di un film, non è certo un album live necessario e richiesto a gran voce dai fan. Oggettivamente non aggiunge una singola virgola, non una triade di puntini di sospensione, né un apostrofo a quanto già sapevamo e amavamo dei Metallica. Chiunque li abbia visti live negli ultimi cinque anni almeno ha, con variazioni poco sostanziali, sperimentato la validità di questa scaletta e la capacità del gruppo di offrire un grande spettacolo rock e metal. Per cui i due cd in questione (licenziati dalla nuova etichetta personale fondata dal gruppo) immortalano semplicemente un paio di date canadesi tenute appositamente per filmare gli spezzoni live che finiranno nel film intitolato – ovviamente – come questo cd, che ne è la colonna sonora. Come dicono gli anglosassoni: “what you see is what you get”. Non c’è trucco, non c’è inganno, ma neppure un barlume di scintilla.
Quindici brani più l’iconica introduzione morriconiana, senza cui ormai un live dei Metallica non potrebbe considerarsi tale; una selezione di brani che predilige – di misura – pescare da “Ride the lightning”, “Master of puppets” e “Black album” (tre pezzi da ognuno), mentre concede un solo momento di amarcord giovanile con “Hit the lights”, tratta dal debutto del 1982. La performance è Metallica al 100%, ricca di mestiere anche se – come si diceva – rodatissima e studiata, tanto da dare l’impressione di essere un po’ meccanica a tratti. Ma fa parte del gioco e non è da tutti, comunque, riuscire ancora a dare qualche sano brivido eseguendo pezzi di 30 anni fa senza fare una piega e con energia convincente.