«MOMENTUM - Jamie Cullum» la recensione di Rockol

Jamie Cullum - MOMENTUM - la recensione

Recensione del 30 mag 2013 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Il confine tra pop e jazz è una corda tesa, sottile ma tagliente. Delimita ben bene i due generi; camminarci in equilibrio è difficilissimo: si rischia di cadere da un lato o dall’altro, facendosi male con del pop pretenzioso o con del jazz annacquato.
Se c’è uno che, con gli anni, ha saputo dimostrare un’abilità notevole nel camminare su questo filo del rasoio è Jamie Cullum. Non solo con le inevitabili (ma bellissime) cover pop-rock in chiave piano jazz (memorabili quelle di Radiohead e Jeff Buckley, ma anche “Don’t stop the music” di Rihanna), ma con originali - la bellissima “Gran Torino”, scritta per il film di Clint Eastwood. E, soprattutto, con una carica dal vivo decisamente rock, ma su un suono profondamente radicato nella musica nera.
Mi è capitato di vederlo recentemente per uno showcase di presentazione di questo “Momentum” e sono rimasto a bocca aperta - quello che si sentiva nei vari brani dal vivo sparsi qua e là era tutto vero, e anche di più: un intrecciarsi di piano, voci, ritmi, con lui che salta e non si ferma un attimo, come un rocker. E il bello è che su disco torna tutto, pur con i limiti della registrazione in studio - dove si è divertito con gadget elettronici vari, oltre agli strumenti tradizionali.
“Momentum” è stato prodotto da Jim Abbiss (Arctic Monkeys, Adele) e Dan The Automator (Kasabian, Dj Shadow) e mostra come questo uomo sappia scrivere (firma 10 canzoni su 12) e giocare con i suoni: dall’elettronica che fa da base a “When I get famous” e a “Love for sale”, ai ritmi sincopati e moderni di “The same things”. Il tutto mantenendo un solido e magnifico gusto per la melodia e per il suono del piano.



Poi, in alcuni casi, Cullum va dritto sul pop o sul piano-rock alla Joe Jackson, riuscendo a fare con semplicità quello che i Keane hanno fatto nel primo disco e ora non riescono più fare, come in “Edge of something”, “Save your soul” e “You’re not the one”. E dimostra le sue origini jazz, andando a prendere “Pure imagination” - dal musical di Willy Wonka - riletta come uno standard, in punta di pianoforte.
Insomma: Jamie Cullum è un po’ un primo della classe - ogni cosa che fa, la fa bene. Ma non cerca mai di strafare, non perde mai l’equilibrio. “Momentum”, da questo punto di vista, è un disco tanto vario quanto omogeneo nell’impianto: consigliatissimo.
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