«AIM AND IGNITE - Fun» la recensione di Rockol

Fun - AIM AND IGNITE - la recensione

Recensione del 14 apr 2010 a cura di Franco Bacoccoli

La recensione

Improbabile che trascineranno gli stadi come gli U2, difficilmente saranno i prossimi Oasis, ma che piccola grande scoperta questi Fun.
Trio newyorkese formato da Nate Ruess, ex Format, Andrew Dost degli Anathallo (di Chicago via Michigan) e Jack Antonoff degli Steel Train, suda e trasuda esuberanza da ogni poro ed ha al proprio arco una serie impressionante - a volte perfino eccessiva - di idee. Quest'album d'esordio, "Aim and ignite", è stato registrato nell'agosto 2008, pubblicato su iTunes e negli USA nell'agosto 2009 e arriva adesso anche sul mercato europeo. Raramente un'opera prima emana tanta spudorata sicurezza. I tre, oltre ad essere ottimi musicisti, possono contare su un estesissimo campionario musicale che li porta a farli volare - spesso con ironia, originalità e nonchalance - una bella spanna sopra il solito poppettino. Gli esagerati Fun hanno confezionato un disco non solito, brillante, imprevedibile, non certo per tutti. Se lo comprate li fate contenti, se volete solamente ascoltarlo lo potete fare andando direttamente sull'area "music" del loro sito ufficiale: "Be calm" si apre sulla fisarmonica, in un incedere scherzoso-triste si sviluppa una canzone incredibile. E' un Mika impazzito, dei Queen che passano l'aspirapolvere fatti di Lambrusco. Finale grandioso, trionfale. Se "Benson Hedges" è un rock'n'roll che sposa la linguaccia di Mick Jagger ad un glam tutto lustrini, "All the pretty girls" profuma di Settanta, di filmoni, di Hollywood, di stelle sul marciapiede. Dopo "I wanna be the one", canzoncina-ninnananna da sorriso, niente di, gradevole esercizio, spunta una "At least I'm not as sad" che è geniale nella sua leggerezza, cori e controcori di quelli che certi artisti non si azzardano neanche dopo vent'anni di onorata carriera. "Light a roman candle with me" si rivela un divertissement raffinato e strapieno di spunti, "Walking the dog" è uno skanzonato pezzaccio semi-caraibico, per "Barlights" torna un immaginario Mika con coretti Beach-Boys. Chiudono "The gambler", ballatona mossa con archi e ottoni, platealmente intimista, e "Take your time", uno squillante e zampettante rock'n'roll ambiziosetto nei suoi quasi otto minuti tutti scintillanti. Questi ragazzi hanno così tante idee che possono permettersi di ficcarne a decine dentro ogni singola canzone.

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