«LOS LOBOS GOES DISNEY - Los Lobos» la recensione di Rockol

Los Lobos - LOS LOBOS GOES DISNEY - la recensione

Recensione del 11 dic 2009

La recensione

East Los Angeles dista tredici miglia e mezzo da Burbank, quartier generale della Disney. Mondi lontani, nella loro vicinanza geografica: però anche i piccoli chicanos di California sono cresciuti con Biancaneve e il Libro della Giungla, e i Los Lobos subiscono non da oggi il fascino delle canzoni “per bambini”. Nel 1995, con il re del pachuco Lalo Guerrero, avevano registrato un disco a tema, “Papa’s dream”, adattando all’occasione il rock’n’roll di “Wooly Bully” e l’immancabile “La bamba”, loro unico grande hit da classifica datato 1987. Li si vedeva anche su Mtv, a quei tempi, e l’anno dopo Hal Willner li chiamò per il suo disco-tributo ai classici disneyani, “Stay awake”. Ottima scelta, in mezzo a Tom Waits e a Michael Stipe, a Bill Frisell e a Sinead O’Connor i “mexico-americani” facevano la loro bella figura. Con quella musica fantasiosa e colorata, opportunamente depurata dallo zucchero in eccesso, ci andavano a nozze: e la loro “I wan’na be like you”, la canzone delle scimmie dal Libro della Giungla che avevano scelto di interpretare, era una delle migliori del lotto, felicemente riarrangiata nello stile di una rumba . Ventuno anni dopo, quella cover viene recuperata per questo "ritorno a Disneyland" che i Lupi del Barrio (incoraggiati dall'etichetta del gruppo, la Hollywood Records) hanno intrapreso con lo spirito giusto: capendo che quel repertorio, in fondo, appartiene di diritto alla storia di quella American Music di cui restano tra i maggiori divulgatori/rielaboratori. E così, ad ascoltare queste tredici selezioni, risuonano nelle orecchie non tanto e non solo le colonne sonore dei film della casa (“Biancaneve e i sette nani”, “Robin Hood”, “La carica dei 101”, “Pinocchio” o il più recente “Toy story”) quanto la musica che i Los Lobos fanno da sempre. Ascoltate “The bare necessities” (ancora “The jungle book”) e se avete familiarità con i Lobos vi torneranno in mente i tempi eroici di “…And a time to dance” e “How will the wolf survive?”, i dischi dei primi anni ‘80: la fisarmonica di David Hidalgo, la sua voce winwoodiana alternata a quella più aggressiva di Cesar Rosas, il sax grasso di Steve Berlin, le chitarre elettriche e distorte che mordono a ritmo di blues, di boogie e di rock da dancefloor (“The ugly bug ball” è sulla stessa lunghezza d’onda). E la musica mariachi, le ballatone romantiche a suon di guitarron e di bajo sexto? Non possono mancare, figuriamoci: ecco servito il lento da balera di “Bella notte” (da “Lilly e il vagabondo”), la delicatezza romantica e nostalgica di “I will go saling no more” (la firma illustre è quella di Randy Newman), il sapore norteno di “Not in Nottingham” che trasporta Robin Hood dall’Inghilterra del Nord giù fino alla frontiera messicana. Il gioco è chiaro, la rivisitazione della Disney-musica è il pretesto per celebrare molto altro ancora: il mambo di Perez Prado e il calypso di Belafonte (“The tiki, tiki, tiki room”), la surf music e il tex mex (nella medley strumentale “When you wish upon a star”/“It’s a small world”). In “Oo-de-lally” cantano l’eroe di Nottingham come Johnny Cash avrebbe potuto cantare un fuorilegge Western di Laredo; e la famosa “Zip-a-dee-doo-dah” la interpretano con l’indole dolce e pigra di Jerry Garcia e dei Grateful Dead ai tempi di “Workingman’s dead” e di “American beauty”. I Sette Nani di “Heigh-ho” diventano con loro una scatenata band rockabilly beat mentre non può essere casuale la citazione degli Specials di “Ghost town” nella rilettura della spettrale “Grim grinning ghosts” che a Disneyland accompagna le visite dei turisti alla Casa degli Spiriti. I Lobos in versione reggae non li avevamo mai sentiti, e sfidiamo chiunque a riconoscerli. Al contrario, sono riconoscibilissimi nel rock blues jazzato di “Cruella De Vil” (“Crudelia Demon”), impeccabile, deliziosa e abbellita da un bel assolo di chitarra. Che classe, che versatilità, che misura. Lo avesse fatto Bob Dylan, un disco così, tutti a sdilinquirsi in lodi sperticate. Invece sono “solo” i Los Lobos, band di culto che ha sempre schivato i riflettori. Ma il risultato è convincente, “un disco per bambini che non suona affatto come un disco per bambini” come ammette Steve Berlin, “piuttosto come i Los Lobos che suonano vecchie, eccentriche canzoni”. Entrate talmente sottopelle ai Lupi che non meravigliatevi se qualcuna di loro entrerà stabilmente in scaletta, nei prossimi concerti.


(Alfredo Marziano)

TRACKLIST

01. Heigh-ho (Snow White and the seven dwarfs)
02. I wan’na be like you (The jungle book)
03. Not in Nottingham (Robin Hood)
04. The tiki, tiki, tiki room (The enchanted tiki room)
05. Grim grinning ghosts (Haunted mansion)
06. I will go sailing no more (Toy story)
07. The ugly bug ball (Summer magic)
08. Cruella De Vil (101 dalmatians)
09. Bella notte (Lady and the tramp)
10. Zip-a-dee-doo-dah (Song of the South)
11. The bare necessities (The jungle book)
12. Oo-de-lally (Robin Hood)
13. When you wish upon a star/It’s a small world (Pinocchio/It’s a small world)
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