«L'ITALIA E ALTRE STORIE - Marco Masini» la recensione di Rockol

Marco Masini - L'ITALIA E ALTRE STORIE - la recensione

Recensione del 16 mar 2009 a cura di Daniela Calvi

La recensione

Del “pazzo che grida nei dischi il bisogno d’amore che c’è”, in questo nuovo album di Masini, c’è rimasto ben poco. In “Vaffanculo” (dall’album “T’innamorerai”, anno 1993) il cantante toscano ce l’aveva con tutto e con tutti perché gli si dava dell’urlatore che non sarebbe andato da nessuna parte. Il fatto è che da qualche parte, ai tempi di quel suo terzo album, Masini era già andato eccome. Era andato nel firmamento della canzone italiana con pezzi malinconici e poco allegri, certo, ma che chissà come e chissà perché, riempivano di fan scalmanati i palazzetti dello sport di tutta Italia.
In “L’Italia… e altre storie” troviamo un Masini che dopo i precedenti due album sembra cercare di ritornare a calpestare quelle stesse orme messe a terra nei primi anni Novanta. Ci prova, ma non è che ci riesca benissimo, perché per quanto il suo vecchio stile lo sappia annusare e ritrovare, di anni dal suo esordio ne sono passati quasi venti: è cambiato, nel mondo intero, il modo di parlare, di esprimersi e di scrivere canzoni. E’ cambiato tutto, insomma.
Tutto tranne lui che pessimista c’è rimasto. Togliendo “Come è bella la vita”, “Fortuna” e “Gli anni che non hai” (scritta con Giorgio Faletti) dal piacevole ascolto per via di melodie azzeccate ed orecchiabili, arrivano “No professore”, in cui Marco ce l’ha con la scuola e il lavoro precario urlando contro (eccolo, il buon vecchio Masini!) ad un insegnante che non capisce e che non ascolta, e “Beato te”, in cui parla ad un ragazzino senza però lasciargli speranze sul futuro (“Beato te che hai quindici anni e il pollice verde di chi non sa cosa vuol dire vivere”).
Pessimista sì, ma con ancora un po’ di grinta ed ironia per permettersi brani come “Un po’”, una piccola ricetta con gli ingredienti giusti che servono per sopravvivere e – continuando sul genere rap-parlato che ci ha fatto assaggiare a Sanremo con “L’Italia” – “L’ultimo giro di giostra” in cui parla di una storia d’amore finita mica tanto bene, senza nemmeno cantarlo troppo tra le righe: “Le storie d’amore come la nostra finiscono quando si ferma la giostra”.
Per chi a Masini si è accostato sin dagli esordi, per chi passava ore a rattristarsi su “Caro babbo” e “Vai con lui”, o a cantare a squarciagola “Le ragazze serie” e “Ti vorrei”, forse questo album sembrerà un po’ insipido; per chi si dovesse avvicinare a Masini con questo disco invece, o per chi lo segue più volentieri dalla sua vincita a Sanremo nel 2005, “L’Italia… e altre storie” non deluderà le aspettative.
Quindi – sempre per citare “Vaffanculo” – non faremo come “quella gente che s’intende di canzoni”, e non diremmo certo a Masini “hai la faccia da perdente”; ma, con tutto l’affetto e un dolce pensiero ai bei vecchi tempi andati, che in questo disco poteva dare un po’ di più, glielo bisogna dire.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.