«PERFECT SIMMETRY - Keane» la recensione di Rockol

Keane - PERFECT SIMMETRY - la recensione

Recensione del 24 ott 2008 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

L'album della verità. Molto più che il “difficile terzo album” (frase che usò Billy Bragg per il suo “Talking with the taxman about poetry”, e che spesso tiriamo fuori da queste parti).
Perché il primo disco dei Keane, “Hopes and fears” fece il botto, e rimane uno dei migliori esempi di pop intelligente degli ultimi anni. Poi arrivò “Under the iron sea”, disco dalle vendite buone, ma decisamente meno convincente, e funestato dai problemi di dipendenza di Tom Chaplin.
“Perfect simmetry” è il disco che dirà a cosa possono realisticamente ambire i Keane. E, diciamolo, dal punto di vista musicale, i risultati lasciano a desiderare.
“Hopes and fears” aveva colpito per la sua freschezza, per aver saputo prendere una formula (quella del “piano-rock”, una formazione senza chitarra e basso, come già avevano fatto i Ben Folds Five e altri), trasportarla in territorio anglosassone, con grandi canzoni. Il disco successivo aveva cercato di rinnovarla, ma con canzoni meno forti. “Perfect simmetry” riprova in questo campo, ma con idee un po' confuse. Scherzando, i Keane hanno affermato che il tentativo con questo disco era di fare canzoni fuori moda e di cattivo gusto. In almeno un paio di casi hanno centrato l'obbiettivo, loro malgrado: come nel singolo “Spiraling” o in “Better than this”, che sembra una brutta copia di un pezzo di David Bowie. L'aggiunta di qualche strumento allo scarno suono originale del trio, è quasi inevitabile, alla lunga. Ma chitarre ed altri effetti, in casi come questi finiscono per essere solo pasticciate, dando gruppo un'impronta kitsch '70-80 che non si merita. Meglio canzoni come la title-track, basata su piano e batteria, come ai vecchi tempi. In questo caso, c'è quello che sembra mancare in generale al disco: una bella canzone, semplice e ben scritta.
Speriamo di sbagliarci, e che le vendite diano ragione al trio, ma questo disco non convince: i Keane sembravano poter diventare i nuovi Coldplay, e invece si sono persi per strada. Peccato.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.