«DEAR SCIENCE - Tv On The Radio» la recensione di Rockol

Tv On The Radio - DEAR SCIENCE - la recensione

Recensione del 23 ott 2008 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Sconosciuti al popolo mainstream italiano (negli Usa passano saltuariamente a trovare David Letterman nella sua trasmissione), i Tv On The Radio tornano con un nuovo disco due anni dopo un lavoro bellissimo come “Return to Cookie Mountain”.
Breve presentazione. Sono in cinque, multirazziali, vengono da Brooklyn e amano miscelare molteplici generi: dall’elettronica al soul, passando per indie-rock, free-jazz e post-punk. Il più conosciuto del gruppo si chiama David Andrew Sitek, apprezzato e noto anche per il suo ruolo di produttore per Yeah Yeah Yeahs, Liars, Scarlett Johansson e nel prossimo album dei Massive Attack.
Se nel loro primo capitolo “Desperate youth, blood thirsty babes” vi era una prevalenza di sonorità grezze ed elettroniche, in “Return to Cookie Mountain” la band riuscì ad amalgamare con meno irruenza le diverse anime, creando un disco che si segnalò tra i migliori del 2006 e vide la partecipazione di un certo David Bowie ai cori (“Province”).
Non è stato facile comprendere “Dear Science”, uno dei pochi casi nel quale suoni più lineari e puliti riescono a spiazzare rispetto al loro contrario: al primo ascolto i TVOTR sembravano aver perso quell’irruenza e spontaneità tipica della loro musica multiforme, ma era un errore.
Questo disco necessità, come del resto accadde anche per il precedente, di attenzione e orecchie aperte e solo a questo punto regalerà delle affascinanti sorprese.
La partenza col botto è affidata alla riuscitissima “Halfway home” con il suo collaudato ritmo incalzante in bilico tra rock ed elettronica, la splendida voce calda del vocalist ufficiale Tunde Adebimpe (al quale si affianca spesso il chitarrista Kyp Malone) ed esplosione finale. Un sound già esplorato dai TVOTR, ma riuscitissimo anche in questo episodio. I ritmi si tranquillizzano con il soul in stile Prince di “Crying”, così come in “Stork and owl” sospesa tra pop e sfumature elettroniche downtempo ed in “Family tree”, quando i Coldplay cantano in stile soul le proprie radici.
“Dancing choose” e “Red dress” rappresentano al massimo l’anima black del gruppo con invettive rap miscelate con fiati ed elettronica nella prima e con un incalzante ritmo funk nella seconda.
Il primo singolo “Golden age” si allontana dalle atmosfere cupe che solitamente caratterizzano i brani di Sitek e soci, simboleggia il cambiamento: una canzone che spiazza, ma apprezzabile per l’uso allegro dei fiati e per la ballabilità che la pervade.
Il trio che chiude il disco è di altissimo livello. “Shout me out” è forse il brano migliore del lotto con la sua vena elettronica sognante, inizialmente tranquilla e poi quasi break-beat; “DLZ” è un riuscito incontro tra rock, elettronica e hip-hop, mentre “Lover’s day” è un perfetto connubio, epico ed orchestrale, tra free-jazz e rock.
Insomma “Dear science” è davvero un bel disco. Si potrebbe rischiare il sovraccarico di generi e suoni, ma i Tv On The Radio aggirano sempre l’ostacolo con grande maestria, dosando gli ingredienti in modo perfetto. Nell’epoca del download forsennato, ecco un CD da acquistare, un lavoro ed un gruppo che non meritano certamente di finire dimenticati in qualche nascosta cartella del vostro computer.

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