«THE BRIDGE SCHOOL CONCERTS - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - THE BRIDGE SCHOOL CONCERTS - la recensione

Recensione del 01 gen 1998

La recensione

Fondata in California nel 1987 per dare supporto ai bambini affetti da tutti quei seri disturbi che rendono loro difficile comunicare per cause di natura psichica e somatica, la Bridge School conta da anni sull’indefessa attività di uno dei grandi di sempre del rock, Neil Young che, ogni anno, organizza un evento live benefico in supporto della causa. Regolarmente riesce, grazie al suo carisma, a mettere insieme un roster leggendario: la testimonianza è riportata in "The Bridge School Concerts", con il grande artista canadese circondato da un numero di amici e colleghi di primissimo piano.

L’album, i cui proventi sono ovviamente destinati a finanziare i programmi della Bridge School, comincia con una versione acustica di "I am a child", un titolo particolarmente significativo cui il vecchio Neil affida il messaggio base dell’evento e del disco, per poi lasciare la scena ad una quindicina di suoi pari, o quasi. E’ una sorta di "greatest hits" a tema in chiave acustica quello pubblicato dalla Reprise, nel quale si avvicendano personaggi eterogenei sotto il profilo artistico, ma eccezionalmente amalgamati nell’album; è francamente molto soggettivo l’esercizio di segnalazione dei migliori episodi, ma alcuni sembrano stagliarsi al di sopra degli altri.
La palma del "giovane talento ormai maturo e ammesso nel gotha" spetta sicuramente a Beck, che convince con "It’s all in your mind" e rilancia il gioco di similitudini, nello stile interpretativo, con il Bowie di "Heroes", che spesso ricorda nelle movenze sul palco; certo, il Duca Bianco unplugged non è quello che i sottoscrittori dei redditizi "Bowie Bonds" amano di più, ma è quello che, per l’occasione, Neil Young preferisce. Impossibile ignorare la zeppeliana "Battle of Evermore", resa quanto meglio possibile dai Lovemogers, né - tanto meno - "Alison" di Elvis Costello, che duetta alla voce proprio con l’amico Neil; immancabili, in quanto nipotini ufficiali del guru del grunge, i Pearl Jam di "Nothingman"; sorprendente Don Henley nella beatlesiana "Yes it is".
Come grida Patti Smith in chiusura, "People have the power": ad esempio, il potere di contribuire ad una nobile causa in cambio di una raccolta musicale di buona qualità e di originale composizione. E, per i meno convinti, un salto nel sito ufficiale potrebbe dare la spintarella finale: www.bridgeschool.org.

Ecco la tracking list:

"I am a child", Neil Young

"Shadow of a doubt (complex child)", Tom Petty

"All that you have is your soul", Tracy Chapman

"Sense of purpose", Pretenders with the Duke String Quartet

"It’s all in your mind", Beck

"The road’s my middle name", Bonnie Raitt

"Yes it is", Don Henley

"Friend of the devil", Ministry

"America", Simon & Garfunkel

"Heroes", David Bowie

"Nothingman", Pearl Jam

"Battle of Evermore", Lovemongers

"Believe", Nils Lofgren

"Alison", Elvis Costello

"People have the power", Patti Smith

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