«HOTEL MORGEN - To Rococo Rot» la recensione di Rockol

To Rococo Rot - HOTEL MORGEN - la recensione

Recensione del 11 mag 2004

La recensione

Seguendo criteri rigidi di classificazione, i To Rococo Rot sono una specie di oggetto non identificato. Quando sono apparsi a metà degli anni '90, l’elettronica tedesca tendeva al martellamento duro, ma loro hanno preferito affrontare la questione dal versante opposto. Hanno trovato ospitalità e platea nell’area che si definiva “post-rock”, guadagnandosi una reputazione notevole anche grazie ai progetti collaterali (Tarwater per Ronald Lippok e Kreidler per Stefan Schneider). In breve, il pubblico più “avanti” li ha adottati fra i propri beniamini. ”Hotel morgen” dunque esce accompagnato dal rispetto che si deve a un gruppo che ormai è fra i capifila della scena tedesca (come la prenderà Alec Empire?) e viene presentato come un lavoro meno elettronico rispetto al passato. In effetti non mancano interventi di pianoforte, vibrafono e Wurlitzer, ma la parte del leone resta appannaggio dell’armamentario digitale e analogico fra le mani del trio tedesco. La formula che i tre preferiscono sembra essere quella del progressivo accavallarsi di dettagli su una linea di base. L’iniziale “Dahlem” segue questo schema e dà il tono a gran parte del lavoro: musica priva di sbavature, meccanica senza diventare mai inquietante. Il limite maggiore è che sulla lunga distanza i To Rococo Rot sembrano fin troppo rigidi e asettici nel dipingere i loro quadretti elettronici, sia negli episodi più dilatati (“Non song” in particolare) sia quando giocano la carta di scheletrici beat da club (in “Miss you” e “Bologna”, per esempio). “Hotel morgen” è un album comunque interessante per chi si è già convertito a questo genere di suoni e apprezza brani costruiti su variazioni minime, potenziali colonne sonore per installazioni di arte contemporanea o cortometraggi d’avanguardia. In caso contrario, l’ascolto da cima a fondo potrebbe causare qualche effetto collaterale, come un’inspiegabile voglia di frugare negli scaffali alla ricerca di “Back in black” degli Ac/Dc o di qualcosa dei Motorhead...
(Paolo Giovanazzi)

TRACKLIST

01. Dahlem
02. Cosimo
03. Tal
04. Feld
05. Portrait song
06. Sol
07. Plong
08. Miss you
09. Basic
10. Venus
11. Non song
12. Bologna
13. Opak
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