«LOST DOGS - Pearl Jam» la recensione di Rockol

Pearl Jam - LOST DOGS - la recensione

Recensione del 03 nov 2003 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Eccoli, finalmente, i “cani smarriti” dei Pearl Jam. Ovvero, ecco il più volte annunciato – e più volte rimandato – disco di rarità: se ne parlava da inizio 2002, ma la pubblicazione era stata spostata a data da destinarsi prima per far uscire il nuovo disco di studio “Riot act”, quindi la nuova tornata dei bootleg ufficiali. Quindi, un mese fa l’annuncio definitivo dell’uscita per il mese di novembre.
I “cani smarriti” della band di Seattle riempiono due cd, che contengono b-side, brani pubblicati su singoli natalizi e compilation, oltre a canzoni totalmente inedite. Le canzoni avrebbero potuto essere molte di più, e all’appello mancano sicuramente alcuni “classici” della band di Vedder e soci. Su tutte, le due canzoni originariamente incise con Neil Young, “I got ID” e “Long road”, pubblicate solo sul singolo “Merkinball” e spesso suonate dal vivo o in occasioni importanti.
Recensiamo quindi il disco cercando di fornirne una guida ai contenuti. Prima, però partiamo da una considerazione. Quanti altri artisti possono vantare un produzione di così alto livello, tale da permettere di pubblicare in un anno un disco di studio, oltre 70 “bootleg ufficiali” uno più bello dell’altro e un album di rarità come questo, lasciando pure fuori canzoni importanti ma offrendo un prodotto di altissimo livello? Quanti sono in grado di pubblicare tutto questo ben di Dio senza ripetersi? Forse solo uno come Springsteen potrebbe fare altrettanto. E questo vi dà l’idea del livello a cui viaggiano i Pearl Jam.
Ecco, se i Pearl Jam stanno riuscendo a scardinare i tradizionali meccanismi della routine produttiva del music business è perché se lo possono permettere soprattutto in termini artistici. Hanno le spalle coperte dalla loro musica, dalla loro coerenza e dalla loro creatività.
Per il resto, “Lost dogs” è un gran bel disco, che ovviamente soffre della disomogeneità di provenienza dei brani, ma che dimostra ancora una volta la vitalità di questa band, che non solo si è limitata a raccogliere brani dispersi nell’arco della carriera, ma alcuni li ha pure reincisi. “Lost dogs” è quindi una raccolta non solo destinata ai fan, anzi, ma un’occasione per scoprire lati più o meno nascosti di una delle più grandi rock band dell’ultimo decennio.
Ecco quindi una breve guida ai brani, suddivisa per categoria:

Lati B
: In questa categoria rientrano "Down", "Alone","'U'","Black, red, yellow","Undone","Yellow ledbetter","Footsteps""Wash","Dead man","Dirty Frank". Tra queste svetta ovviamente “Yellow ledbetter”, da sempre uno dei classici dal vivo della band, lato b di “Jeremy”, ma mai pubblicato su CD. Vi consigliamo di ascoltare soprattutto il rock quasi-pop di “Down”, e il quasi-blues “Footsteps” (qui presente in una nuova versione rispetto a quella pubblicata nel 1992), altro brano del primo periodo. La mancanza più evidente in questa categoria è “Leatherman”, lato b di “Given to fly” e spesso suonato in sequenza con “Better man” e “Nothingman”.

Brani da compilation
. Fanno parte di questa tipologia "Leaving here", il divertente surf-rock "Gremmie out of control", "Whale song", la stupenda ballata "Hard to imagine". Questa è la categoria con più mancanze: soprattutto i due brani inclusi nella colonna sonora di “Singles” (“State of love and trust” e “Breath”) e l’imperdibile “CrazyMary” cover di Victoria Williams inserita in “Sweet relief”, album tributo all’artista.

Singoli natalizi
Una categoria ben rappresentata, quella dei brani pubblicati sui singoli di Natale spediti agli iscritti al Fan Club: ne fanno parte "Strangest tribe", "Drifting", "Let me sleep", "Last kiss". Inevitabile partire da quest’ultima, diventato una sorta di inaspettato hit radiofonico anomalo di qualche anno fa, quando le radio americane iniziarono a trasmetterla spontaneamente, di fatto costringendo il gruppo a pubblicarla come singolo commerciale per beneficenza (ma qua non è presente il retro, “Soldier of love”). Altrettanto belle anche le due tracce acustiche “Drifting” e “Strangest tribe”. Mancano all’appello i duetti con Beck pubblicati lo scorso anno, quello su “Indifference” con Ben Harper (ma una versione diversa sarà reperibile nel DVD “Live at the Garden” che esce in contemporanea a “Lost dogs”) e la traccia del singolo del 1997 pubblicato a metà con i R.E.M.: “Happy when I’m crying”, in cui una voce in italiano augurava “Buon cetriolo a tutti”…

Outtakes
Oltre dieci canzoni fanno parte di questa categoria: ”All night”, "Sad", "In the moonlight", "Hitchhiker","Don't gimme no lip"(cantata da Stone Gossard), "Education", "Hold on", "Fatal","Brother- instrumental", "Bee girl", “Untitled”. Queste canzoni sono “scarti” provenienti dalle sessioni di registrazioni dei vari album. Belle soprattutto alcune delle outtake di “Binaural” “Sad”, “Education” e “Fatal”, che probabilmente avrebbero risollevato un disco per certi versi non felicissimo. Impossibile dire quante canzoni siano rimaste negli archivi del gruppo. Interessante semmai che, secondo un’intervista rilasciata qualche giorno fa da Steve Gossard, in “Lost dogs” dovrebbe essere inclusa “4/20/2002”: ovvero la canzone dedicata al cantante scomparso degli Alice In Chains Layne Stailey. Quella che Rockol ha ascoltato include invece un brano senza titolo, composto da un recitato di Eddie Vedder su una base di chitarra.

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