«9 - Eros Ramazzotti» la recensione di Rockol

Eros Ramazzotti - 9 - la recensione

Recensione del 13 giu 2003 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ci sono diversi modo di affrontare questo nono album di studio di Eros Ramazzotti. C’è l’approccio autobiografico/gossipparo. C’è l’approccio industriale. E c’è l’approccio musicale. Ognuno di questi approcci ha le sue ragioni ed i suoi pregi. Nessuno è necessariamente il migliore, ma nessuno è trascurabile.
L’approccio gossipparo spinge a cercare nei testi delle canzoni le tracce della vita di Eros. Che negli ultimi anni è stata particolarmente turbolenta, si sa. La sua separazione dalla moglie, la soubrette Michelle Hunziker, ha riempito le pagine dei rotocalchi. A ben vedere, la cosa non dovrebbe stupire più di tanto: lui è il cantante italiano di maggior successo nel mondo, lei è un personaggio televisivo. Eppure la genuinità di Eros la si vede proprio in queste tracce sparse nelle canzoni del disco. Che parlano apertamente di amori finiti, di ricominciare, di affetti da preservare, di madri e figlie. Conta poco che poi Eros smentisca che il singolo “Un’emozione per sempre” sia dedicato alla ex-moglie. Il risultato è lo stesso: Eros è trasparente, nel bene e nel male, e queste canzoni lo testimoniano in modo quasi didascalico, altrettanto nel bene e nel male.
Quanto al punto di vista industriale, “9” è probabilmente una ripartenza. Le vicende professionali di Ramazzotti negli ultimi anni sono state altrettanto intense, con una tormentata separazione dal vecchio management e con rapporti con la propria casa discografica non proprio idilliaci. Eros così è tornato a lavorare con il suo mentore degli esordi, Roberto Galanti. E ha rinnovato la partnership con la BMG, dando a intendere di avere risolto con un nuovo contratto alcuni problemi di fondo.
Infine, il punto di vista musicale. Anche qua, “9” è Eros al 100%, nel bene e nel male. Se lo amate, lo amerete, se non lo sopportate non vi troverete nulla per cambiare idea. “9” è fatto di canzoni melodiche, arrangiate in maniera precisa e ad effetto (merito di Celso Valli, ma anche dei grandi strumentisti coinvolti, da Vinnie Colaiuta a Mike Landau). Grandi melodie, ballate semplici e raffinate ricerche di suoni supportano testi “ramazzottiani” dedicati alle storie di cui sopra, ma anche alla mamma (“Mamarà”). Tutto il materiale che solitamente fa amare o odiare questo cantante
Insomma tutto cambia per non cambiare, alla fine. A voi quale punto di vista scegliere per affrontare il disco, a voi scegliere se amare o non sopportare Ramazzotti.

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