«VERVE / REMIXED - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - VERVE / REMIXED - la recensione

Recensione del 07 giu 2002 a cura di Davide Poliani

La recensione

Sembra che la Verve abbia scelto un momento quanto mai propizio per mettere alcune delle perle estratte dal suo illustre catalogo a disposizione dei più rinomati remixer in circolazione: oggi che il jazz "riveduto e corretto" sta mietendo (a livello commerciale) un successo davvero clamoroso, avere a portata di mano brani come "Strange fruit" e "Summertime" è ben più di una semplice tentazione.
La storica etichetta, almeno sulla carta, questa operazione l'ha studiata davvero bene: Dorfmeister è stato reclutato per rileggere "Spanish grease" di Willie Bobo, i Thievery Corporation per mettere mano a "Who needs forever", De-Phazz per attualizzare il classico di Ella Fitzgerald "Wait 'till you see him", e Tricky per il remix di "Strange fruit" di Billie Holiday. Le premesse perché questa raccolta segnasse un nuovo standard nell'ormai inflazionato panorama del nuovo jazz c'erano tutte, quindi.
Terminato l'ascolto, però, qualche dubbio sorge comunque. Tricky ha centrato senza dubbio l'obiettivo, imprimendo (grazie ad un arrangiamento piuttosto essenziale) un mood cupo, ossessivo ed estremamente efficace al classico della Holiday, così come Rae & Christian sono stati abili nel restituirci una versione movimentata e groovy di "Is you is or is you ain't my baby?" di Dinah Washington. Anche UFO, che aveva il difficile compito di lavorare a "Summertime", è riuscito tutto sommato (grazie ad un decostruzione metodica ma personale della struttura originale) a prodursi in un remix davvero creativo. In alcuni casi, però, le "vecchie" tracce vengono sommerse da suoni e atmosfere che di creativo hanno poco. Per esempio capita con la lounge vaga della "Return to paradise" firmata da Mark de Clive - Lowe, raffinata ma fredda: oppure nella "Don't explain" riletta da Dzihan e Kamien, sofisticata dal punto di vista percussivo ma non certo un prodigio d'originalità.
In fondo, "Verve // remixed" è tutto fuorché una brutta compilation: è ben assemblata, solida e coerente, con tutte le caratteristiche per poter conquistare sia gli appassionati del genere che i neofiti del nu jazz. Visti i nomi coinvolti ed il materiale a disposizione, forse c’era da aspettarsi qualche guizzo in più.


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