«ARE YOU PASSIONATE? - Neil Young» la recensione di Rockol

Neil Young - ARE YOU PASSIONATE? - la recensione

Recensione del 12 apr 2002 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Un romantico disco di ballate, che contrasta con l’immagine di Neil Young, vecchio orso del rock?
Proprio no. Innanzitutto, va ricordato che il Nostro ha scritto alcune delle più belle e note canzoni d’amore degli ultimi trent’anni, tipo “Only love can break your heart” e “Heart of gold”, tanto per citarne un paio. E poi, questo nuovo “Are you passionate?” non è un disco di ballate, non come si possa facilmente immaginare; meglio, non è solo quello. Non lasciatevi ingannare dalla (stucchevole) copertina.
Il primo album di studio da due anni a questa parte è un’opera abbastanza particolare. Non rientra né nel filone dei dischi folk/acustici (come il celeberrimo “Harvest” o l'ultimo “Silver & gold”, datato 2000), né nella scia dei dischi elettrici con i Crazy Horse.
Questi ultimi, infatti compaiono al completo soltanto nella peraltro stupenda “Goin’ home”; il resto del disco vede la presenza del solo Frank “poncho” Sampedro, assieme al gruppo di Booker T & the MGs: lo stesso Booker alle tastiere, Steve "Smokey" Potts (batteria), Donald "Duck" Dunn (basso).
Proprio la presenza di Booker T e del suo organo dà un tocco “nero” a buona parte delle canzoni, soprattutto a quelle più lente, che costituiscono la maggior parte dell’album. La chitarra “sporca” di Young, comunque, è riconoscibilissima anche in brani venati di soul come "Mr. disappointment", o "Don't say you love me". In più di un’occasione Young si diverte a giocare con stili di diversa provenienza, come ha fatto in passato con alterni risultati: spicca soprattutto l’ r’n’b di “Be with you”. Solo in un paio di episodi si ritorna al suo inconfondibile suono: oltre alla già citata “Goin’ home”, anche la nota “Let’s roll”, dedicata ai passeggeri del volo 93, che l’11 settembre si sacrificarono pur di evitare una strage, e già diffusa in rete in tempo fa.
In definitiva, “Are you passionate?” è un bel disco, in alcuni tratti un po’ sdolcinato, ma con buone canzoni e un suono tutto sommato diverso dalle ultime cose del Nostro. Forse nulla toglie e nulla aggiunge ad un artista che ha già dato tanto alla storia del rock. Ma almeno ha il pregio di essere una rottura con i tanti dischi elettrici seguiti alla reunion con i Crazy Horse in “Broken arrow” (1996). E’ vero che l’ultimo “Road rock Vol. 1” (2001) era stato inciso dal vivo con “Friends & relatives”, ma l’impronta sonora era quella. Insomma, un disco sufficientemente “alla Neil Young” per non deludere troppo gli appassionati, e sufficientemente diverso per non essere una semplice ripetizione del passato.

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