«LAND (1975-2002) - Patti Smith» la recensione di Rockol

Patti Smith - LAND (1975-2002) - la recensione

Recensione del 08 apr 2002

La recensione

Colombe. Quelle che attorniavano Patti Smith nella copertina di “Wave” (1978), e che ritornano come tema conduttore di questo “Land”, primo “Best of”. “”Quando morì Brian Jones, colombe si levarono su Hyde park. Quando abbiamo seppellito Sadat, una legione di colombe volarono su Il Cairo. Dove devono volare oggi. Devono diffondere le loro piume immacolate sulle rovine di Kabul, di Liberty Street?”, si chiede la “poetessa del rock” nelle note di copertina di questo doppio CD-raccolta. Siglato, guarda caso, da una stupenda cover di “When doves cry” di Prince, che chiude il primo dischetto, quello dedicato agli “hits”.
Non è questa la sede per addentrarsi in una rivisitazione storica dell’importanza della figura di Patti Smith, che è stata enorme, e sconfinerebbe dalle funzioni della recensione di una raccolta. Ci limitiamo quindi a sottolineare che le 16 tracce scelte tra gli 8 album di studio della Smith rappresentano egregiamente la sua carriera. Dagli esordi di Horses (rappresentato dalla furia iconoclasta di “Gloria”e “Free money”) alla consacrazione di “Wave” (“Dancing barefoot” e “Frederick”) che chiuse la prima fase del percorso, ci sono quasi tutti i brani più famosi, comprese “Because the night”, ““Rock 'n' roll nigger”, “Ghost dance”. Rappresentati ovviamente anche il provvisorio ritorno nel 1988 con “Dream of life” (“People have the power”, “Paths that cross”), e i tre dischi della ricomparsa sulle scene, speriamo definitiva, avvenuta nel 1996. L’ultimo, ottimo, “Gung-ho” (2000) pare sottorappresentato, con la sola seppur bella “Glitter in their eyes”. Ma, come per tutte le compilation, questi ragionamenti sono criticabili finché volete: ogni fan troverà qualche brano mancante. Chi non ha mai sentito Patti Smith dovrebbe comunque farsi un’idea del personaggio. Anche culturale, aiutato dalla bella confezione, ricca di foto, note e documenti.
Le vere chicche arrivano nel secondo CD, che contiene 14 tra rarità, inediti e live. Dalla storica e mai ripubblicata “Piss factory”, ad un demo di “Redondo Beach” del 1975 (la canzone è forse l’assenza più vistosa del primo cd) agli stupendi inediti “Higher learning” (2001) e “Wander I go”. Quest’ultimo è un brano inciso con la partecipazione di Tom Verlaine e Jeff Buckley nel 1996 per “Gone again”. la collaborazione con Buckley diede alla luce anche “Beneath the southern cross”, inserita nel disco (e nel primo cd di questa raccolta). Chiudono 7 brani live, prevalentemente registrati nel il 2001, con l’eccezione delle conclusive “Notes to the future”, reading musicato catturato il primo gennaio 2002.
Insomma, “Land” è un bel documento: piacevole quanto basta per chi ha voglia di ascoltare in fila (o scoprire) una manciata di canzoni che hanno fatto storia, non poco intrigante per gli inediti che offre. In attesa del nuovo disco di una delle più grandi donne del rock.

(Gianni Sibilla)

Disco 1:
“Dancing barefoot”
“Babelogue”
“Rock 'n' roll nigger”
“Gloria”
“Pissing in a river”
“Free money”
“People have the power”
“Because the night”
“Frederick”
“Summer Cannibals”
“Ghost dance”
“Ain't it strange”
“1959”
“Beneath the southern cross”
“Glitter in their eyes”
“Paths that cross”
“When doves cry”

Disco 2:
“Piss factory” (Track, 1974)
“Redondo Beach”(Demo, 1975)
“Distance fingers” (Demo, 1975)
“25th Floor” (Live: Eugene, Oregon 1978)
“Wander I go” (Track, 1996)
“Come back little Sheba” (Studio Outtake, 1996)
“Dead city” (Live: Denmark, 2001)
“Spell” (Live: Portland, Oregon, 2001)
“Wing” (Live: Paris, 2001)
“Boy cried wolf” (Live: Paris, 2001)
“Birdland” (Live: Los Angeles, CA, 2001)
“Higher learning – Contemplation” (Unreleased Studio Track, 2001)
“Notes To The Future” (Live: St. Mark's Church, New York, N.Y., 2002)
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