«BROKEN SILENCE - Foxy Brown» la recensione di Rockol

Foxy Brown - BROKEN SILENCE - la recensione

Recensione del 20 ott 2001

La recensione

Sono passati quasi tre anni dal suo secondo album “Chyna doll”, e in questo periodo di Foxy Brown è stato coinvolto in ogni genere d’avvenimento: overdose da antidepressivi, frequenti ricoveri in ospedale, una sparatoria tra il suo entourage e quello della sua acerrima nemica Lil Kim, un incidente d’auto e un paio di risse con i giornalisti. Quanto basta per decidere di sfogarsi attraverso la musica e le rime. La missione di “Broken silence” è quella di rivelare i segreti di Foxy Brown, narrare le sue esperienze, guidare chi ascolta. “Lavorare a quest’album è stato talmente duro che mi sembrava impossibile riuscire a finirlo, ma sono riuscita a non farmi sopraffare e la considero una bella ricompensa. Mi auguro che la mia storia possa aiutarvi ad affrontare tutte le esperienze dolorose che potrebbero capitarvi”; si legge tra le note del booklet. In pratica, Foxy Brown promette di rispondere a tutte le critiche, giustificare la sua vita da “divetta del rap”, e rivendicare la sua legittimità nell’hip hop.
L’album si apre con “Intro – broken silence”, un pezzo costituito su i commenti di speaker di radio e tv che annunciano notizie sulla cantante e i suoi mille guai. Da qui si parte per un percorso di altre sedici canzoni, dove la dancehall la fa da padrona; il sospetto è che l’artefice di quest’influenza così marcata sia Spragga Benz, suo fidanzato e ospite nella canzone “Oh yeah”. Per il resto, Foxy Brown cerca di risorgere dai suoi fallimenti musicali e personali, affidandosi alla redenzione, come bene illustra il brano “A letter” con Ron Isley degli Isley Brothers, (dove chiede scusa alla madre e ai suoi fratelli). Certamente più ironiche sono le canzoni “Candy” (con Kelis ai cori e la produzione dei Neptunes), dove la Brown sfodera tutta la sua sensualità, “Bout my paper” (con Mystical), immersa in un’atmosfera vagamente jazz-funk, e “Run yo shit” (con CNN). C’è poi “730”, una canzone velenosa sul suo ex, Kurupt dei Dogg Pound, e anche un inno a Brooklyn (suo quartiere di nascita) in “B.K. anthem”. Peccato però che Foxy Brown inciampi sul finale, proponendo una title track già sentita: l’utilizzo di “Broken wings” dei Mister Mister è piacevole, ma inflazionatissimo. (Alessandra Zacchino)

TRACKLIST

02. Fallin (featuring Young Gavin)
03. Oh Yeah (feat. Spragga Benz)
05. The letter (feat. Ron Isley)
06. 730
07. Candy (feat. Kelis)
10. Run dem (feat. Baby Cham)
11. Bout my paper (feat. Mystikal)
12. Run yo shit (feat. CNN)
15. I don’t care (feat. Kori)
16. So hot (feat. Young Gavin)
17. Saddest day (feat. Wayne Wonder)
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