«GRAVE DISORDER - Damned» la recensione di Rockol

Damned - GRAVE DISORDER - la recensione

Recensione del 24 set 2001

La recensione

Tutto si può dire dei divi neo-punk anni ‘90, tranne che siano degli ingrati. Basta vedere il trattamento che riservano ai loro vecchi eroi. I Rancid corrono in soccorso a Joe Strummer ormai tagliato fuori dal giro discografico che conta e lo mettono sotto contratto con la loro Hellcat. Ora tocca alla Nitro, l’etichetta di Dexter Holland degli Offspring, il compito di ridare voce ai Damned, altri gloriosi reduci del punk inglese. Del gruppo originale restano solo il cantante Dave Vanian e il chitarrista Captain Sensible, che impersonano perfettamente le due facce del gruppo. La maschera vampiresca del primo ben si adatta all’interesse per certa iconografia sepolcrale e le digressioni dark-psichedeliche. Il secondo invece è l’eterno casinaro punk che ama concludere i concerti presentandosi sul palco completamente nudo. “Grave disorder” riflette questa doppia natura e, senza essere un capolavoro, ci risparmia lo strazio della riunione nostalgica fra sopravvissuti. Quando la bilancia pende troppo decisamente verso il lato gotico-mortifero, come accade nella conclusiva “Beauty of the beast”, si rischia il ridicolo. Ma le esagerazioni fanno parte del gioco ed è molto probabile che Vanian si diverta come un pazzo a fare il vocione e immaginare di essere Vincent Price o qualche altro personaggio simile. Sul versante più punk, “Lookin’ for action” dimostra che i Damned non si tirano indietro quando si tratta di buttare insieme tre accordi e alzare il volume, mentre “Democracy?” e “Song.com” concentrano grinta e ritornelli orecchiabili. Anche Captain Sensible cede a qualche autocompiacimento di troppo: in passato, avrebbe rischiato il linciaggio per un assolo come quello di “Would you be so hot” ma i tempi sono cambiati, e poi non è difficile immaginarlo mentre lo registra in mutande e facendo le boccacce. Cadute di tono a parte, i vecchi fans possono tranquillamente comprare “Grave disorder” e compiacersi del ritorno in pista di Vanian & Sensible. Ma i punk di oggi difficilmente si fermeranno ad ascoltare.

(Paolo Giovanazzi)
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