«SKIN - Melissa Etheridge» la recensione di Rockol

Melissa Etheridge - SKIN - la recensione

Recensione del 23 set 2001

La recensione

Sono stati tempi duri per Melissa Etheridge: la sua relazione con Julie Cypher, ampiamente celebrata dai media anche grazie ai due figli avuti dalla coppia omosessuale grazie al seme di David Crosby, è naufragata ormai un anno fa, con tutto ciò che la fine di una relazione comporta. E soltanto adesso inizia ad affacciarsi un tiepido sole primaverile, con l’arrivo di quella che i giornali, scandalistici e non, indicano come la sua nuova fidanzata. Di questi avvenimenti (soprattutto del primo) “Skin” è il resoconto fedele, nella migliore tradizione di questa cantautrice rock che ha scritto e scrive testi diretti ed essenziali, spesso ispirati da quanto le succede nella vita di tutti i giorni. E così possiamo dire che “Skin” è un album diviso in due parti: nella prima si celebra la fine di una storia d’amore, senza risparmiare sui rimpianti, sulle notti solitarie, sul gelo che fredda le ossa quando ci si ritrova nuovamente soli, in un letto pensato e sognato per due. La seconda parte, fortunatamente, si occupa di raccontare la nuova, dolorosa consapevolezza e l’istinto di sopravvivere e di ripartire, di ricominciare da capo. In maniera perfettamente bilanciata - cinque le canzoni che elaborano il lutto, cinque quelle che si aprono in qualche modo alla speranza - Melissa Etheridge traccia a modo suo il viatico dell’amante abbandonato e della relazione finita, con toni e immagini che spesso ricordano quelli utilizzati da Bruce Springsteen nel suo album di catarsi personale, “Tunnel of love”. Quello che non cambia è invece l’approccio rock venato di folk che è da sempre caratteristica essenziale di Melissa Etheridge. «It’s the same old tune/ I have sung before/ it’s the same old scene/ it’s just a different score...», canta Melissa nell’iniziale “Lover please”, e anche se si riferisce metaforicamente alla sua storia d’amore, descrive anche la musica di questo disco, perfettamente in linea con ciò che ha fatto negli album precedenti. Il che equivale a dire che chi l’ha amata finora continuerà a farlo, e chi invece fino ad adesso l’ha sempre ignorata non troverà in questo album motivazioni aggiuntive per invaghirsene. A meno che non abbia voglia di conforto dopo una storia d’amore finita male... “Skin” potrebbe essere il suo album di guarigione.

(Luca Bernini)
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