«MALADJUSTED - Primitives» la recensione di Rockol

Primitives - MALADJUSTED - la recensione

Recensione del 16 set 2001

La recensione

Di solito il nome dei Primitives è legato alle solite celebrazioni dei favolosi anni '60, all'ironia sull'accento da comiche di Stanlio e Ollio del cantante Mal e alle compilation-nostalgia. "Maladjusted" invece è la classica raccolta pensata per seri collezionisti: criterio rigoroso nella scelta dei brani (c'è tutto ma solo fino al 1967, quando il gruppo diventa un'appendice di Mal, acclamato divo pop), esaurienti note bio-discografiche e belle immagini d'epoca. L'album è diviso in tre sezioni: i singoli pubblicati in Inghilterra per la Pye, i pezzi dell'EP francese "Oh Mary" e l'album "Blow-up", pubblicato in Italia nel '67. In più c'è una ruvida versione demo di "Oh Mary", che da sola vale l'acquisto per qualsiasi appassionato di beat inglese: Mal sfodera una grinta impensabile per chi lo ha conosciuto solo con le sigle televisive degli anni '70 e la parte di chitarra potrebbe tranquillamente stare in un qualsiasi disco dei primi Who. Anche i primi due singoli, usciti nel '64 e nel '65, giustificano in pieno l'interesse dei collezionisti verso la band, nonostante le scarse fortune commerciali: "Help me", "Let them tell", "You said" e "How do you feel?" parlano la stessa lingua R&B degli Yardbirds più viscerali o dei Pretty Things, reggendo agevolmente il confronto. Per inciso, in "You said" è data per probabile la presenza dell'allora richiestissimo session-man Jimmy Page. Il futuro cantore del cavallo Furia non fa ancora parte della formazione, ma ha già abbandonato il nome anagrafico (Paul Bradley Couling) per tentare la fortuna nel rock come front-man degli Spirits, facendosi chiamare Mal Ryder. Al di là dell'inevitabile R&B ("Forget it"), il cantante mostra di trovarsi a proprio agio con sonorità meno aggressive. Così, i Primitives seconda versione, con Mal, si riassestano su uno stile meno duro rispetto agli esordi e l'Italia li accoglie da trionfatori. "Blow-up", uscito sull'onda del successo di "Yeeeeeeh!", ha tutte le caratteristiche del documento d'epoca: zeppo di cover inglesi e americane tradotte in italiano, ingenuo e con una produzione decisamente datata. "L'irresistibile complesso inglese dal magico suono" - come recita la copertina dell'album - mostra però di saperci fare: la versione di "Gimme some loving" (il titolo è riportato con la "g" finale, nonostante l'originale utilizzasse la forma abbreviata "lovin'") dello Spencer Davis Group regge ancora bene, così come "Mister Heartache" e "Cara-Lin". Nonostante l'ammorbidimento dello stile, i Primitives sono più duri di gran parte del beat italiano dell'epoca, fatta eccezione per i Corvi, e non è difficile immaginare il loro impatto sui frequentatori del Piper Club. Per i cultori di "Nuggets" e altre delizie simili, "Maladjusted" è un CD da avere. Niente paura: il Mal di queste canzoni non era ancora pronto per i fotoromanzi.

(Paolo Giovanazzi)

TRACKLIST

01. Help me
02. Let them tell
03. You said
04. How do you feel?
05. Every minute of every day (Mal & Primitives)
06. Pretty little face (Mal & Primitives)
07. Forget it (Mal Ryder & Spirits)
08. Your friend (Mal Ryder & Spirits)
09. Lonely room (Mal Ryder)
10. Tell your friend (Mal Ryder)
11. Oh Mary (demo)
12. Oh Mary
13. I don't feel myself
14. Mr. heartache
15. Tears in my eyes
16. Gimme some loving
17. L'ombra di nessuno (Standing in the shadows of love)
18. No response
19. Johnny no (Thunder & lightning)
20. Yeeeeeeh! (I ain't gonna eat my heart out anymore)
21. Gira, gira (Reach out, I'll be there)
22. Every minute of every day
23. Mister heartache
24. Ma beata te
25. Sookie, sookie
26. Mohair Sam
27. L'incidente (Soul finger)
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