«COMPLETE 'B' SIDES - Pixies» la recensione di Rockol

Pixies - COMPLETE 'B' SIDES - la recensione

Recensione del 09 mar 2001

La recensione

Una raccolta di lati B può essere vista tanto come un’operazione di recupero di materiale altrimenti destinato all’oblio quanto un’applicazione discografica dell’espressione “raschiare il fondo del barile”. Comunque la si veda, non c’è dubbio che una compilation di questo tipo si possa allestire solo per nomi importanti, che hanno un pubblico deciso ad avere tutto, anche gli episodi minori. I Pixies, a dispetto dei risultati commerciali toccati loro in sorte (buoni, ma non sensazionali), rientrano indubbiamente nella categoria. Tant’è che a diversi anni di distanza dal loro scioglimento continuano a uscire nuovi titoli: registrazioni dal vivo, BBC session e adesso questo album. Ne valeva la pena? Sì, almeno per gli appassionati di Black Francis e soci che a suo tempo si sono persi i singoli. Non c’è niente di straordinario, ma pezzi come le cover di Neil Young “I’ve been waiting for you” e “Winterlong” o la versione lenta di “Wave of mutilation” valgono la spesa. Anche le cose di “seconda scelta” possono risultare divertenti per i fans, che siano la performance vocale della batterista David Lovering in “Make believe”, il motivetto da videogame “Theme from Narc” o la bizzarra versione in spagnolo di “Evil hearted you” degli Yardbirds. C’è anche qualcosa del primissimo repertorio dei Pixies - “Bailey’s walk” e “Build high” - per avere un’idea dei primi passi come autore di Black Francis e la traccia enhanced CD con i video di “Allison” e “Here comes your man”. Inoltre, le brevi note di spiegazione alle singole canzoni sono affidate allo stesso Black Francis - pardon - Frank Black. Un gradevole souvenir, da mettere sullo scaffale se avete seguito le gesta passate del gruppo. Chi invece vuole scoprire cosa avessero di tanto speciale i quattro, lasci perdere per il momento questa raccolta e vada a cercarsi una copia di “Doolittle”. Dovrebbe essere sufficiente a spiegare perché Kurt Cobain avrebbe suonato volentieri in una cover band dei Pixies.


(Paolo Giovanazzi)
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