«EVERYTHING AND NOTHING - David Sylvian» la recensione di Rockol

David Sylvian - EVERYTHING AND NOTHING - la recensione

Recensione del 30 nov 2000

La recensione

David Sylvian è chiaramente uno snob. Anche quando pubblica una raccolta, non la fa come tutti gli altri. Per fortuna. Questa “Everything and nothing” è la prima retrospettiva sul sofisticato musicista inglese. Due CD (a prezzo singolo), 29 brani. Di cui 13 tra inediti, remix, rari e rilavorazioni (nella track list che segue li trovate indicati con l’asterisco).
Insomma, qualcosa di diverso dal solito “The best of”, o “Greaest hits” che dir si voglia. Anche perché l’unico “hit” (ammesso che così lo si possa chiamare) di Sylvian fu quella “Forbidden colours” incisa con Ryuichi Sakamoto per la colonna sonora di “Furyo”. Che qui non c’è.
Lo sappiamo, i discorsi sulle tracklist delle compilation lasciano il tempo che trovano: è spesso inutile andare alla ricerca del pezzo mancante o del pezzo superfluo. Vale la pena, però, spendere due parole su quella di questa raccolta, proprio perché la scelta dei brani, più che un intento autocelebrativo, suona come una dichiarazione artistica. L’idea di “Everything and nothing” è di portare a compimento idee lasciate per strada. Il disco passa a volo d’uccello su tutta la carriera di Sylvian, buttandosi in picchiata su alcuni periodi e sorvolandone altri da lontano. Non stupisce, allora, il reinserimento di “Ghosts”, il brano più noto dei Japan oggi remixato, e di “Thoroughly lost to logic”, inedito di quel periodo recentemente completato. Così come colpisce la bellezza di “The scent of Magnolia”, inedito di “Dead bees on a cake” inciso con Sakamoto. Forse stupisce un po’ la sottovalutazione di “Brilliant trees”, primo disco solista guardato da molto lontano. E’ presente una sola canzone, Nel singolo “The scent of Magnolia” c’è la title-track remixata, ma mancano i momenti più alti di quello che rimane forse il capolavoro dell’artista. Segno, evidentemente, che Sylvian è artisticamente da un’altra parte, come peraltro già dimostrava il pregevole ultimo “Dead bees on a cake”.
Insomma, quando si diceva che Sylvian è uno snob, si intendeva sottolineare la sua alterità da ogni meccanismo della musica odierna. Sylvian vive in un mondo parallelo, dove è in grado di pensare e lavorare ai suoi progetti artistici autonomamente, e poi portarli a noi poveri mortali condannati ad ascoltare ciò che passa la radio. “Ti dico che ti amo, come nella mia canzone pop preferita”. Pur avendo cantato queste parole in “Pop song”, Sylvian non ha mai offerto consolazioni con la sua musica, e questo “Everything and nothing” ne è la riprova sotto forma di raccolta.

(Gianni Sibilla)
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