«MOVE ME - Midge Ure» la recensione di Rockol

Midge Ure - MOVE ME - la recensione

Recensione del 29 nov 2000

La recensione

Ha riferito lo stesso Midge Ure che questo è il disco che avrebbe fatto con gli Ultravox, se fossero stati ancora assieme. Ma così non è: sono passati tredici anni dallo scioglimento della band, quattro dalla geniale intuizione di "Breathe", e in un certo senso il cantautore inglese sembra ancorato a tempi lontani. Per certi versi l'impianto delle sue canzoni pare lo stesso di un ventennio fa: melodico, godibile, con testi realizzati da un cervello pensante. Per altri, se ascoltate il nuovo CD di Midge Ure anche una sola volta, probabilmente avrete la sensazione di essere trasportati da un'onda tranquilla, poco pericolosa, rassicurante quasi: "You move me", la canzone che apre l'album, ha un incedere incalzante e avvolgente, non ansiogeno però, che pare essere stata concepita come naturale preludio a "Beneath a Spielberg sky", dolce ballata riscaldata da cori, suonata in punta di dita. E proseguendo oltre, si arriva a "Word" e a "Strong" (campanellino che tintinna: qui spunta la scuola dei Radiohead). A questo punto la sensazione predominante è una: che il nuovo Midge Ure abbia uno stile difficilmente definibile, che lascia spazio al rock di qualche manciata di anni fa ("Monster") ma anche ad altro, come se l'ex-Ultravox fosse tutto sommato ancora in cerca della sua strada. Di una cosa c'è da essere certi: questa musica non spaventa, e la si ascolta più che volentieri. Ma per fare di "Move me" un album "rotondo" e realmente compiuto manca qualcosa. L'ispirazione? La passione dei tempi di "Do they know it's Christmas?" e della Band Aid? Forse. Che il motivo sia uno o l'altro, poco importa: l'album resta un lavoro pregevole, non essenziale alla vita degli appassionati di musica, ma nemmeno di cattiva qualità. Il che, di questi tempi, non è poco.

(Paola Maraone)

TRACKLIST

03. Words
04. Strong
06. Alone
07. Monster
10. Four
11. Everybody
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