«HEAR MY CRY - Sonique» la recensione di Rockol

Sonique - HEAR MY CRY - la recensione

Recensione del 07 ott 2000

La recensione

Recita la sua biografia: “Sonique è gia una superstar, essendo la più grande deejay (femmina) al mondo”.
Il che può sembrare un pochino esagerato, ma del resto, si sa, le biografie devono parlare bene dei personaggi di cui parlano. E comunque questa in particolare non è poi tanto lontana dalla verità: Sonique ci sa fare, e ha composto da sola tutti i brani (dodici più un remix) di "Hear my cry". Che è un disco sicuramente complesso, in cui entra un po' di tutto. Seguendo l'ordine della tracklist, si comincia alla grande con "It feels so good", una di quelle canzoni in grado di fare la felicità di chi ama il clubbing, ma non solo. E' un brano aperto, alato quasi, con un ritornello che si ricorda senza difficoltà e con suoni miscelati ad arte, che farebbe da sfondo ideale a qualunque film ambientato anche solo tra dieci anni. Senz'altro meglio nella versione originale che nel remix (il brano che chiude l'album), "It feels so good" sembra la colonna sonora di una corsa per quanto va veloce e per come si muove; del resto Sonique è stata una runner - un'atleta vera - per tre anni, prima di dedicarsi definitivamente alla musica.
Archiviato il felice caso della canzone di apertura, il resto del disco è roba che si ascolta volentieri; "Hear my cry" pare, in generale, un lavoro superiore alla media. Buoni i suoni, e campionamenti che sono tutto fuorché seriali: che volere di più da un album? In particolare, vanno citate "Are you ready", calda e funky;"Drama", che ospita la voce rap di Calvin Richardson; "Move closer", che parte con tastiere che restano sospese, compiendo lo stesso giro di accordi, per quasi un minuto, creando un'atmosfera ossessiva quanto basta; e poi "Hear my cry", la canzone che dà il titolo all'album, vicina al soul e in cui la voce di Sonique si fa simile a un lamento. Proprio sulla voce ci sarebbe qualcosa da eccepire, del resto: Sonique è nata per fare la deejay e non la cantante, e quando si espone troppo mostra i suoi limiti (come in "Love is on our side"). Tornando poi a fare egregiamente il suo mestiere nel brano successivo ("Sky").
Per finire, una piccola riflessione sui testi: un album che porta un titolo come questo la merita. Pare che Sonique sia una che nella vita ha sofferto; basta stare un po' attenti a "Drama", "Empty (Hideaway)", o a "Cold and lonely". Resta però viva e pulsante una vena ottimistica, e una smaccata inclinazione al romanticismo, come nella ballad "Learn to forget". Che è fin troppo sdolcinata - e in cui Sonique tenta di cantare come Tina Turner, senza riuscirci: ma alla traccia successiva, cioè il remix di "It feels so good", le si perdona l'impudenza.
(Paola Maraone)
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