«SLOWLY, IT DAWNS - Victoria Canal» la recensione di Rockol

Victoria Canal: lentamente, nasce una stella

L'esordio della cantautrice ispanico-americana è un pop mainstream ricco di varietà e sfumature.

Recensione del 26 feb 2025 a cura di Michele Boroni

Voto 7.5/10

La recensione

“Slowly, it dawns” è il disco d'esordio di Victoria Canal, anche se il suo nome è già girato parecchio negli scorsi anni per i quattro ep che ha realizzato attirando l'interesse tra gli altri anche di Chris Martin dei Coldplay che l'ha voluta sul palco del Glastonbury festival la scorsa estate. 
Lei è una cantautrice e attrice ispano-americana con straordinarie capacità di songwriting: ha una formazione classica, suona il pianoforte e la chitarra e ha frequentato la Berklee School of Music e il conservatorio di Barcellona e questo si percepisce nelle complessità armoniche anche di quelle canzoni pop che a un primo ascolto possono risultare molto semplici.  Musicalmente le canzoni di Victoria Canal sono un buon folk indie pop con varie sfumature. 
Il disco è strutturalmente diviso a metà: la prima parte è composta da canzoni d'amore e di infatuazione dove spicca l'eccellente opener “June Baby” scritta dalla Canal  insieme a Ross MacDonald dei The 1975 che co-produce. Qui siamo in un ambito di alt-pop-rock sulla scia di Beabadobee, mentre in altre canzoni come “Cake” dove prevalgono synth, talvolta anche un po' distorti, il riferimento sembra più quello di Billie Eilish, ma più allegra e sfrontata.
La seconda metà del disco è composta da canzoni in cui emergono le insicurezze e la perdita di autostima (“How can I be a person”, “Totally Fucking Fine”) e qui si possono trovare più punti in comune con la già più matura Clairo. Nel  crescente drammatico di “Vauxhall” la Canal canta “Vorrei che fosse così facile, barattare i miei sogni con la tranquillità”, mentre in “Black Swan”, che ha un'atmosfera simile a “Waltz #2”, “I'm so comparative, tired of feeling it, never free of it / Wherever I am is not where I should be”. Ma poi chiude il disco con la canzone gemella “Swan song” con un tono colmo di speranza  - senza peraltro mai citare nei testi l'handicap con cui è nata. 
Victoria Canal si pone come una via di mezzo tra Olivia Rodrigo e Regina Spektor, ma con un mondo molto personale che riesce a raccontare bene.  

Tracklist

01. June Baby (03:02)
02. Talk (02:54)
03. California Sober (02:42)
04. Cake (02:59)
05. 15% (03:28)
06. Vauxhall (03:22)
07. How Can I Be A Person? (02:45)
08. Totally Fucking Fine (03:37)
09. Hollow (03:19)
10. Barely (02:45)
11. Black Swan (03:09)
12. swan song (03:40)
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