«LA CAVERNA DI PLATONE - Enrico Ruggeri» la recensione di Rockol

Enrico Ruggeri racconta il presente tra poesia e filosofia

“La caverna di Platone” è un disco non banale, dove però l’intellettuale diventa pop

Recensione del 18 gen 2025 a cura di Luca Trambusti

Voto 8/10

La recensione

Era il 2022 quando usciva “La Rivoluzione” il precedente disco di Enrico Ruggeri. A quasi tre anni di distanza arriva un nuovo lavoro per il cantautore milanese intitolato “La caverna di Platone”.

Un titolo impegnativo che fa riferimento al celebre mito del filosofo greco che “ragiona” della scoperta della realtà che ci circonda, analizzando la natura della realtà stessa, concentrandosi sull'importanza di comprendere il contesto valutandone l’essenza.

Un concetto “alto” che conferma la mai banale poetica e cifra stilistica di Enrico Ruggeri.

Pur partendo dagli albori del pensiero umano, quello senza tempo, “La caverna di Platone” (il disco) si cala per lo più nel contemporaneo e nel presente, d’altronde il mito del filosofo greco ha a che fare con la realtà.

Per l’ennesima volta Ruggeri dimostra la sua vena poetica, la sua lucidità di analisi e conserva ancora una visione quasi da intellettuale della musica d’autore.

Poetica pura messa al servizio anche di analisi sociologiche e politiche o della storia, il tutto a comporre un album ricco sia dal punto di vista concettuale che strumentale/musicale.

La passione rock e l’attaccamento a questo genere non fa difetto nemmeno ne “La caverna di Platone”, dove, in un perfetto stile ruggeriano, si congiungono la passione per la canzone d’autore e le parole e un’anima di classic rock che spesso sfocia in spunti di progressive, senza dimenticare le ballate.

Su questa musica il cantautore appoggia i suoi testi, che affrontano temi diversi: il ricordo degli Eroi, i poeti portatori del libero pensiero, una descrizione realistica e appassionata della sua Milano, le guerre (tema caro a Ruggeri e ovviamente con sguardo pacifista che analizza il dramma bellico), la realtà e la sua percezione, la felicità, il sogno e la realtà dell’Europa (e questo è il brano più “politico” del lotto), il ricordo della strage dei bambini nella scuola di Gorla a Milano, le donne e il loro rispetto, la solitudine, l’intensità descrittiva di una notte di pioggia, la spiritualità e infine il riconoscimento nei confronti di chi ha condiviso il percorso di Enrico.

Brani di forte ispirazione poetica sono “Il cielo di Milano” seppure appoggiata su una musica incalzante e ritmica, “Zona di guerra” con le sue sacche di dolore e di disumanità, l’intensa “Le notti di pioggia” con un ottimo solo di flicorno.

Una menzione particolare spetta a “La bambina di Gorla”, un’altra canzone che tratta di un episodio bellico avvenuto a Milano durante la seconda guerra mondiale, narrato dalla prospettiva di una sopravvissuta su cui occorre spendere due parole. Il 20 ottobre 1944, durante il conflitto, un bombardamento aereo interessò Milano (le sue fabbriche) ma colpì anche una scuola elementare alla periferia della città (nel quartiere di Gorla) facendo strage di 184 bambini (i "Piccoli Martiri di Gorla"), alunni della scuola. Enrico ricorda e narra, con grande sapienza musicale e poetica, l’episodio.

Altra menzione particolare la merita “Das Ist Mir Wurst” un valzer che sconfina nel prog (scritto dal Decibel Silvio Capeccia), in cui Ruggeri accusa chiaramente quello che è il presente dell’Europa come entità politica. Il concetto lo scandisce chiaramente, quasi recitandolo: “L’Europa delle banche, delle multinazionali, dei centri di potere, della manipolazione del pensiero, non è la mia Europa, non è l’Europa che voglio”, preferendone gli aspetti culturali, paesaggistici e storici.

L’ode al pensiero libero la troviamo nel singolo “Il poeta” dove Socrate si unisce a Pasolini in un rimpianto della “vecchia” figura dell’intellettuale, ormai scomparsa, rimpicciolita sugli orizzonti odierni.

Benvenuto chi passa da qui” è invece un brano “familiare”, è infatti firmato Pico Rama, il figlio di Enrico, e cantato a due voci: padre e figlio. Una canzone dove spiritualità e felicità vanno insieme con un’eco musicale che ricorda i CCCP/CSI e il “salmodiare” ferrettiano.

“La caverna di Platone” è un album solido, di spessore, che non fa sconti, figlio di un uomo e artista maturo che, sia socialmente che artisticamente, ha vissuto e percorso stagioni migliori e fa fatica a relazionarsi con i tempi moderni, disilluso ma sempre pronto ad usare la parola per esprimere il suo pensiero… qualunque esso sia.

Alcuni brani di questo album riserveranno sorprese una volta portati sul palco.

TRACKLIST:

1      Gli eroi del cinema muto
2      Il Poeta
3      Il cielo di Milano
4      Zona di guerra
5      La caverna di Platone
6      Il problema
7      Das Ist Mir Würst
8      La bambina di Gorla
9      Come prima più di prima
10   Cattiva compagnia
11   Le notti di pioggia
12   Benvenuto chi passa da qui - con Pico Rama
13   Arrivederci addio

Il disco sarà disponibile anche in versione doppio vinile 180 gr contiene 5 bonus track speciali (“La figlia perduta”, “Le notti di pioggia”, “She”, “Circo meraviglia” e “Ha tutte le carte in regola”) ed è disponibile autografata in esclusiva sul Sony Music Store.

 

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