«CUNNINGHAM BIRD - Andrew Bird» la recensione di Rockol

"Cunningham Bird" rivisita la magia sepolta di "Buckingham Nicks"

Il musicista inglese e la cantante USA reinterpretano il disco da cui nasceranno i nuovi Fleetwood.

Recensione del 27 ott 2024 a cura di Michele Boroni

Voto 8/10

La recensione

In un momento storico come questo basato sulla disponibilità assoluta della musica, la possibilità di avere un disco irreperibile lo rende particolarmente desiderabile. Lo è ancora di più se il disco in questione ha, in qualche modo, un suo valore ben definito all'interno della storia del pop-rock del novecento. 

La breve storia del disco originale

Siamo agli inizi degli anni 70, Mick Fleetwood, batterista della band inglese rock blues dei Fleetwood Mac, è alla ricerca di nuovi musicisti per la sua band dopo la dipartita di Peter Green, il chitarrista frontman e autore di gran parte dei pezzi. Si trova a Los Angeles nello studio di registrazione di un amico dove proprio in quel momento c'è una coppia formata da Lindsey Buckingham e Steve Nicks che stanno incidendo il loro disco di debutto “Buckingham e Nicks”. 
La storia dei successivi anni la conosciamo più o meno tutti: la coppia entra nella band di Mick Fleetwood, cambiando piuttosto radicalmente il suono, togliendo le tinte blues, inserendoci molto pop di grande efficacia e sfornando una serie di capolavori (“Rumors” è solo il più conosciuto) della storia del pop-rock e trasformando i Fleetwood Mac in una band statunitense a tutti gli effetti. 
Ma di quel disco “Buckingham e Nicks” non se ne sa più molto. Per innumerevoli ragioni, principalmente legate alla tumultuosa relazione tra Buckingham e Nicks, “Buckingham Nicks” non esiste nell'era dei media digitali. Non è mai stata pubblicata una versione CD e non è disponibile sulle piattaforme di streaming. Fino ad ora per trovare le 10 canzoni che compongono il disco si doveva rintracciare una copia originale o bootleg su vinile o ascoltare un ripping discutibile su YouTube. 

Il disco riletto

Nel 2024, 51 anni dopo, il polistrumentista e cantante Andrew Bird insieme alla stella nascente e interprete di grande talento Madison Cunningham (già sentita in collaborazioni con Rufus Wainwright, Lake Street Dive e Jacob Collier) decidono di ricantare tutte le 10 canzoni del disco bellissimo e introvabile e intitolarlo con i loro due cognomi “Cunningham Bird”.
E com'è questo disco? Senza tanti giri di parole, è molto bello. La produzione di Mike Viola è piuttosto spoglia rispetto all'originale, ma riesce a catturarne l'essenza. Nonostante gli arrangiamenti e le interpretazioni piuttosto semplici, in realtà Cunningham e Bird si discostano parecchio dall'originale perchè invece di scambiarsi i ruoli di voce solista a seconda della canzone, i due nella gran parte dei casi condividono il cantato, armonizzandosi meravigliosamente. La Cunningham ha una voce pulita e pura, che ricorda Aimee Mann e Bird è un perfetto contrappunto senza strafare. 

Le canzoni 

Nell'iniziale “Crying in the night” la melodia originale di Nicks rimane intatta e indelebile e il violino di Bird che sostituisce strati di chitarra elettrica. La versione di “Without a leg to stand on” è decisamente più spoglia e rende l'originale incredibilmente datata: se nel disco originale si percepiva sempre una tensione palpabile tra i due tra amore e dramma, qui prendono una direzione più vicina al melodramma. In “Long Distance Love” continua il mix di rispetto con revisione dove traspare l'amore per il materiale, anche per questa canzone più leggera, qui dall'arrangiamento con archi in stile “Eleanor Rigby”.
Il cambiamento più audace rispetto all'originale avviene in "Lola (My Love)": mentre la versione di Buckingham è un blues eccitato, qui Cunningham la canta come un'inquietante ballata sulla falsa linea "Jolene" di Dolly Parton, rendendola un ascolto più riflessivo dell'originale. "Crystal", che sarebbe rinata nell'album "Fleetwood Mac" del 1975 brilla nelle mani di Bird e Cunningham. Come, del resto, tutto il disco. 

Tracklist

01. Crying In The Night (02:36)
02. Stephanie (02:19)
03. Without A Leg To Stand On (04:12)
04. Crystal (04:43)
05. Long Distance Winner (03:34)
06. Don’t Let Me Down Again (03:23)
07. Django (01:12)
08. Races Are Run (03:35)
09. Lola (My Love) (02:31)
10. Frozen Love (04:45)
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