«HYPERDRAMA - Justice» la recensione di Rockol

Justice: un’elegante storia che però non basta più

Un album che segna un ritorno alle origini.

Recensione del 26 lug 2024 a cura di Claudio Cabona

Voto 6.5/10

La recensione

Si intitola “Hyperdrama”, e non è solo “il nuovo album” dei Justice, il quarto in carriera, ma una sorta di rinascita. Dopo un’attesa lunga otto anni, “Woman” uscì nel 2016, Xavier de Rosnay e Gaspard Augé tornano a far parlare di loro con un progetto importante, che fa i conti con la loro storia. L’album presenta tredici canzoni, tra cui spicca il singolo “Neverender”, realizzato in collaborazione con i Tame Impala. “Hyperdrama” non è solo un progetto, ma un vero e proprio viaggio attraverso sonorità e sperimentazioni che hanno sempre contraddistinto il percorso dei Justice. Oltre ai citati Tame Impala, il lavoro vede la partecipazione di artisti del calibro di Miguel, Thundercat, Connan Mockasin, Rimon e The Flints e crea un amalgama di stili che si arricchisce traccia dopo traccia, ma che non lascia mai davvero il segno.

La qualità è indiscutibilmente alta, ma mancano pezzi realmente potenti, dei banger. E questo non fa altro che alimentare la sensazione che i Justice, oggi, siano dei Daft Punk che non ce l’hanno fatta. Le collaborazioni, indubbiamente, non sono solo un valore aggiunto in termini di varietà musicale, ma testimoniano anche il rispetto e l’influenza che i Justice esercitano nell’ambiente musicale internazionale. Nomi di peso la cui impronta, però, non sempre è così profonda sul tessuto musicale. Il mix tra melodie furbe, linee di basso funk e beat distorti conferisce all’album un carattere fresco, ma mai davvero entusiasmante. “Hyperdrama” scorre piacevolmente, ma non infiamma. I Justice hanno segnato in maniera indelebile un periodo storico molto preciso, quella seconda parte degli anni 2000 in cui il loro clash di electro, house, techno, rock, funk, con quell’attitudine punk, ma innegabilmente cool, aveva ribaltato molti canoni della musica dance. Nessuno mette in discussione quella storia, ma non basta più adagiarsi sul passato.

TRACKLIST
1. Neverender
2. Generator
3. Afterimage
4. One Night/All Night
5. Dear Alan
6. Incognito
7. Mannequin Love
8. Moonlight Rendez-Vous
9. Explorer
10. Muscle Memory
11. Harpy Dream
12. Saturnine
13. The End
 

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