«HEY PANDA - High Llamas» la recensione di Rockol

“Hey Panda”: il giocoso avant-neopop degli High Llamas

Il nuovo album del progetto di Sean O'Hagan pieno di autotune e trap. C'è anche Bonnie Prince Billy.

Recensione del 08 apr 2024 a cura di Michele Boroni

Voto 7.5/10

La recensione

In questo strano e complesso periodo musicale, molti artisti e band che sono nati e cresciuti artisticamente negli anni 90 spesso oggi hanno due principali percorsi da scegliere di intaprendere per continuare ad essere rilevanti sul mercato: da una parte proporre il loro suono classico spingendo molto sul revival e sulla retromania, oppure provare ad approcciare con l'estetica e con i suoni contemporanei. The High Llamas, il progetto musicale creato nel 1991 da Sean O'Hagan, ex membro dei Microdisney e degli Stereolab, che non incidevano dal 2016 hanno deciso di puntare sulla seconda via. 

Sperimentazione e divertimento

The High Llamas è uno di quei nomi poco noti ai più, ma se citati nelle conversazioni giuste ti fanno guadagnare un sacco di punti. A parte gli scherzi, per molti (compreso per chi scrive) gli High Llamas, profondamente influenzati dal suono anni 60, dalle melodie e dalle fioriture orchestrali barocche, sono stati i veri eredi dei Beach Boys.  
Dietro al progetto di Sean O'Hagan c'è sempre stata la voglia di sperimentare all'interno del perimetro pop e di divertirsi. Non si sottrae a questa mission “Hey Panda”, fortemente influenzato dalla musica pop e r&b ascoltate a casa dai figli e da artisti come Tyler, The Creator (grande fan a sua volta di High Llamas) e producer come J Dilla. Ecco quindi queste 12 tracce piene di suoni tipici del pop contemporaneo come glitch elettronici, ritmi hip-hop e tanto uso del famigerato autotune, che ha fatto storcere più di una bocca della critica più tradizionalista. 

Le canzoni

In realtà dietro a questa patina di modernità ci sono sempre le classiche canzoni di O'Hagan, quelle di dischi indimenticabili come “Gideon Gaye” e “Cold and Bouncy”, magari con meno archi e più suoni sintetici e tastierine un po' storte. La title track con il suo andamento lento e la produzione hip-hop è una delizia,  “How the best was won” sembra Van Dyke Parks prodotto da Tyler, The Creator, come pure la divertente “Fall off the mountain”.  
I testi non sono mai stati il punto forte degli Higl Llamas, eppure in questo disco dai suoni giovinastri e leggerissimi ci sono un paio di canzoni che contengono i testi più profondi e spirituali di O'Hagan, una fra tutte “Hungriest Man”.  Così come in passato nei dischi di High Llamas qualche canzone eccedeva in stucchevolezza con lunghe suite d'archi e giostrine retrò, anche qui con l'autotune si fa prendere la mano e a volte va fuori giri – ma è un po' lo stile di O'Hagan. 
Oltre ai suoi compagni musicisti londinesi (il bassista Jon Fell, il batterista Rob Allum, il tastierista Marcus Holdaway, il vibrafonista Dominic Murcott e la chitarra Pete Aves) lo accompagnano la cantante inglese Rae Morris (bravissima in “Sisters Friend”), il cantautore del Kentucky Bonnie Prince Billy e il produttore Fryars. 
Per chi invece avesse nostalgia del tocco O'Hagan che lo ha fatto amare a una ristretta cerchia di fans, si consiglia di ascoltare l'ultimo album dei The Coral (“Sea of Mirror”) da lui prodotto oppure “Avatars of Love” di Sondre Lerche dove ha curato tutti gli arrangiamenti di archi. 

 

Tracklist

01. Hey Panda (03:32)
02. Fall Off The Mountain (02:41)
03. Bade Amey (03:04)
04. Sisters Friends (03:24)
05. How The Best Was Won (02:59)
06. The Grade (03:09)
07. Yoga Goat (02:53)
08. Stone Cold Slow (03:16)
09. Toriafan (03:21)
10. Hungriest Man (05:01)
11. The Water Moves (02:48)
12. La Masse (03:42)
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