«SUNDOWN - Eddie Chacon» la recensione di Rockol

Sundown, il neosoul etereo e seducente di Eddie Chacon

Dopo un su fugace successo negli anni 90, Eddy Chacon torna con un disco dal fascino ammaliante.

Recensione del 05 apr 2023 a cura di Michele Boroni

Voto 8/10

La recensione

Il nome di Eddie Chacon a molti di voi dirà poco o nulla. Forse però il duo Charles & Eddie e la loro hit “Would I Lie To You” del 1992 servirà a sbloccare più di un ricordo. La coppia fu una meteora nel panorama pop-soul e il loro disco da cui fu tratto quel singolo ebbe uno strepitoso successo;  non fece però lo stesso il successivo “Chocolate Milk” del 1995, ragion per cui la casa discografica di allora gli abbandonò malamento con un paio di dischi già scritti e da pubblicare. Poi arrivò la malattia e la morte prematura del partner artistico Charlie Pettigrew, così Eddie Chacon abbandonò la musica per diventare uno fotografo di moda di successo. 
Il sodalizio con la musica è tornato nel 2020 grazie all'incontro con il produttore, compositore e tastierista John Carroll Kirby, che in passato ha collaborato con artisti come Frank Ocean, Norah Jones e Solange. Kirby vede in questo ultracinquantenne una voce, un approccio alla musica, una freschezza, una storia e una “spiritualità” rara, indipendente e originale, così lo convince a scrivere insieme e ad incidere “Pleasure, Joy And Happiness”, un piccolo disco di neo soul evanescente, registrato con basso budget ma estremamente seducente e che cattura l'interesse della critica più attenta. 
Oggi quindi Eddie Chacon torna con questo “Sundown” con la produzione, scritta in bella vista nella copertina, di John Carroll Kirby. Un disco che è stata registrato in una villa di Ibiza, su invito di un ammiratore riconoscente, con il supporto del batterista Will Logan, del percussionista David Leach, della trombonista Elizabeth Lea e del flautista/sassofonista Logan Hone, oltre ai synth e alle mille tastiere di Kirby.  
Il primo singolo uscito qualche mese “Holy Hell” è una jam positiva resa ancora più allegra dai synth e i fiati che rammentano quelli di “Lowdown” di Bozz Scaggs. Buona parte delle otto canzoni dell'album riprende l'incedere sonnacchioso e un po' storto del precedente ma i synth vengono mescolati con arrangiamenti più ricchi e sinuosi, dal soft jazz di “Far Away” al soul languido di “Step by step”, dal groove solare di “Morning Sun” al finale balearico di “The Morning Sun”. Qua e là echi di Sade, dei Rhye di Mike Milosh e anche dell'ultimo Marvin Gaye, soprattutto per la voce vissuta e dolce di Chacon. Il tutto con una classe, una profondità e un'ispirazione che raramente si ascolta oggigiorno. 
 

Tracklist

01. Step By Step (03:10)
02. Far Away (05:10)
03. Comes and Goes (feat. Logan Hone) (04:06)
04. Sundown (04:48)
05. Holy Hell (03:12)
06. Haunted Memories (05:55)
07. Same Old Song (03:34)
08. The Morning Sun (04:43)
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