«SHOOK - Algiers» la recensione di Rockol

Algiers, il mix vincente del nuovo album

Esce “Shook” un lavoro tra rabbia rap e tanto altro

Recensione del 03 mar 2023 a cura di Luca Trambusti

Voto 7.5/10

La recensione

A tre anni di distanza da “This Is Not Year”, il loro precedente album uscito nel 2020, gli Algiers riappaiono sul mercato con “Shook”, il loro quarto album. Lo scorso disco era un lavoro duro, potente, granitico. La nuova fatica del collettivo di Atlanta invece si apre su fronti diversi e presenta un ricco campionario di scelte stilistiche. Il risultato è però ben bilanciato, equilibrato e tutto riconducibile sotto l’ombrello degli Algeirs.

Le tante collaborazioni

“Shook” stupisce per il gran numero di collaborazioni che appaiono al suo interno. Troviamo infatti nomi della musica underground contemporanea e innovativa, come Big Rube (The Dungeon Family), Zack de la Rocha, billy woods, Backxwash, Mark Cisneros (The Make-Up), Samuel T. Herring (Future Islands), Jae Matthews (Boy Harsher), LaToya Kent (Mourning [A] BLKstar), Nadah El Shazly, DeForrest Brown Jr. (Speaker Music), Patrick Shiroishi e Lee Bains III. Un biglietto da visita di tutto rispetto.

Qualità, creatività e coerenza artistica

All’ascolto colpiscono le parti parlate che “raccontano” l’anima più politica e combattente, quasi militante della band (consiglio: cercate i testi e traduceteli). Ma l’elemento più evidente è la varietà stilistica delle 17 tracce del disco. Sarà anche a causa degli ospiti, sempre funzionali al brano e mai feat. di facciata, ma “Shook” si muove su diverse direzioni, spostamenti però che avvengono su un’asse ben precisa, un doppio binario fatto di qualità, di creatività e di coerenza artistica al progetto Algiers.

Le tante anime del disco

Il disco si apre su “Everybody Shatter” (feat Big Rube) ritmata, intensa, con chitarre e basso funkeggianti per poi lasciare spazio all’elettronica e al rap ossessivo del singolo “Irreversible Damage” (con sua “rabbiosa” eccellenza Zack de la Rocha), un brano frammentato, quasi industrial, vario ma rabbioso. Cattiveria che entra ancor più nel crescendo della chitarristica “73%”. Tanto altro c’è in questo disco: molto rap spesso scuro (“Bite Back”), ma anche punk rock crossover (l’interrogativa “Good man”) per arrivare al piano jazzato dell’avvolgente “Green Iris” che diventa torrida con il sax, strumento che ritroviamo anche insieme al dub in “Something Wrong”. Si conclude con il gospel rap/talk di “Momentary”.

Il suono della speranza mentre tutto cade a pezzi

In sostanza c’è tanta roba musicale ma anche tematica. Gli Algeirs e coloro che collaborano in questo disco, non nascondono la propria rabbia puntando lo sguardo, seguito dal dito e dalle parole sui temi scottanti della società americana e non solo. Denunciano con rabbia disuguaglianze, differenze razziali e dubbi dell’uomo moderno, soprattutto quello passato attraverso le devastanti esperienze (sanitarie e belliche) di questi ultimi anni. Un mondo, appunto, sotto “shook”. Per la band come dice il frontman degli Algiers Franklin James Fisher quello di questo disco “È il suono della speranza nel 2022, quando sta cadendo tutto a pezzi”

Atlanta

Infine l’album è stato scritto tutto nella loro Atlanta e la città entra nel risultato finale a partire dall’apertura del primo brano con l’annuncio metallico – iconico per gli abitanti di Atlanta –che si sente sulla navetta dell’aeroporto di Hartsfield che spaventava Fisher quando era bambino.

“Shook” è un disco fruibile, concreto e piacevole all’ascolto, per certi versi “solare”. Manca forse di quella forza e rigore del precedente album ma fa vivere atmosfere diverse e assai interessati in un mix degno del miglior cocktail. E pensare che stavano per sciogliersi.

Tracklist

01. Everybody Shatter (04:46)
02. Irreversible Damage (04:42)
03. 73% (02:37)
04. Cleanse Your Guilt Here (01:34)
05. As It Resounds (01:20)
06. Bite Back (06:00)
07. Out of Style Tragedy (03:12)
08. Comment #2 (00:38)
09. A Good Man (02:17)
10. I Can't Stand It! (03:25)
11. All You See Is… (01:06)
12. Green Iris (06:17)
13. Born (01:26)
14. Cold World (04:18)
15. Something Wrong (04:53)
16. An Echophonic Soul (02:32)
17. Momentary (03:23)
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