«WISH (30TH ANNIVERSARY EDITION) - Cure» la recensione di Rockol

Cure, trent'anni di "Wish"

Il nono album della band di Robert Smith, rimasterizzato e ampliato di demo, mix e rarità

Recensione del 07 dic 2022 a cura di Marco Di Milia

Voto 8.5/10

La recensione

Era il 2004 quando Robert Smith annunciava il programma di rimasterizzazione e ristampa del catalogo dei suoi Cure. Le prime uscite del progetto con le edizioni espanse di “Three Imaginary Boys”, “Seventeen Seconds”, “Faith” sono arrivate quindi a stretto giro come da copione, per poi farsi via via più sporadiche, fino al quasi totale silenzio, interrotto solo nel 2010 da una versione estesa del classico “Disintegration” abbinata al live “Entreat” e poi ancora, otto anni dopo, dalla ripubblicazione dell’album di remix “Mixed Up”.

Così, ricalcando nel tempo lo stesso schema di voci e smentite circa il nuovo disco di inediti che Smith stesso ama citare nelle sue dichiarazioni pubbliche, anche quelle su di una ristampa dedicata a “Wish” del 1992 non sono certo mancate in questo lungo silenzio discografico, alimentando curiosità e aspettative tra fan ed estimatori dello scarmigliato musicista londinese e della sua accolita. Ma se sul lato novità c’è ancora un buon alone di mistero da sciogliere, i fasti del repertorio sono invece ora rinverditi con una deluxe edition, curata da Robert Smith in persona, del nono album di studio della premiata band britannica in occasione del giro di boa dei suoi primi trent’anni.

Malinconia e leggerezza

Su tre cd, il disco originale più materiale extra del periodo, ecco quindi che si rivede finalmente “Wish”, il lavoro che ha portato i Cure definitivamente oltre l’ostacolo di band di nicchia, aggiungendo un po’ di luce qua e là a un mosaico di suoni e tessiture necessariamente inquieto e corposo. Con un organico per 4/5 rimasto invariato in più di 7 anni - un evento in pratica irripetibile alla corte di Robert Smith - lo stato di grazia di quella fase del gruppo, immortalato nelle sessioni al Live House in Cornovaglia e al Farmyard Studios di Cotswolds, nell’Inghilterra centrale ha portato in dote circa quaranta brani da poter lavorare per quello che sarebbe diventato “Wish”. Lo stesso sentimento di equilibrio e serenità del quintetto - ai tempi composto oltre che da Smith anche da Simon Gallup al basso, Porl Thompson alle chitarre, Boris Williams alla batteria e dall’ultimo acquisto in formazione Perry Bamonte alle tastiere e seconde chitarre -, di riflesso è entrato anche nelle canzoni di “Wish”, che rispetto al precedente “Disintegration” mostrava una struttura meno monolitica e lasciava intravedere sfumature con molta più varietà di colori. Non certo un album spensierato, ma un disco capace di mettere insieme umori contrastanti, brani ripiegati su sé stessi, intimismo, malinconie e struggimenti, come anche una buona dose di esuberanza e leggerezza.

Così, oltre alla filastrocca pop di “Friday I’m love”, arrivano in scaletta luci e ombre in grado di dare un nuovo peso specifico alla band. In bilico tra rock, new wave e suggestioni estatiche le differenti anime dei Cure si incastrano con “A letter to Elise” ispirata a “Lettere a Felice” di Kafka, con le distensioni vocali e strumentali di “High” e, ancora, con la strana spensieratezza di “Doing the unstuck”, al pari della cavalcata di “From the edge of the deep green sea”, dei tormenti emotivi di “Apart” o alla disillusione di “To wish impossible things”.

Quattro sterline e un modulo d'ordine

Sul fronte inediti spiccano negli altri due dischetti che accompagnano l’uscita una quantità di mix alternativi, demo rifinitissimi, outtake e prove in studio tutt’altro che modeste in grado di testimoniare a dovere il processo di lavorazione nonché la meticolosità del gruppo durante la stesura del progetto. Riemergono così dopo tre decenni le tracce che hanno dato corpo ai dodici brani contenuti nell’album originale, così come svariati provini strumentali, versioni alternative, un brano dal vivo e mix pubblicati al tempo sui singoli 12”. Non tutto è davvero così imprescindibile, così come si avverte qualche mancanza, visto che al pari di tutte le precedenti uscite ampliate dei Cure, non sono presenti gli ottimi B side originali del periodo, anche se tutti già oggetto di una precedente ed esaustiva raccolta “Join The Dots”.

A fare in ogni caso una significativa differenza però sono i quattro rari brani strumentali frutto di quelle medesime sessioni che componevano “Lost Wishes”, piccola anomalia dei Cure pubblicata al tempo esclusivamente su cassetta e reperibile al modicissimo prezzo di quattro sterline solo tramite un modulo d’ordine postale che oggi appare fuori del tempo in modo quasi drammatico. Sparite in fretta le copie di quel nastro, diventato nel tempo una vera e propria chicca per collezionisti, i brani lì contenuti finirono presto al proprio destino di oblio. Riemergono così “Uyea sound”, “Cloudberry”, “Off to sleep...” e “The three sisters” per la prima volta ristampate sia in formato cd che digitale e capaci di mostrare, pur senza l’intervento della voce così caratteristica di Smith, un’altra faccia di quella stessa natura che permea “Wish”, placidamente quieta e insieme pure solenne.

Impossibile quindi considerare che il criterio di selezione dei bonus dell’album non sia stato quello quantitativo, inserendo nel programma gran parte di ciò che venne fissato dai registratori in una fase alquanto prolifica del gruppo. La gioia per questa generosa edizione ricca di contenuti extra sarà di certo tutta dei fan più esigenti soddisfatti di aver unito l’essenziale all'optional, ma al tempo stesso permette di scoprire e riscoprire ciò che andava componendosi in quelle sale perse nella campagna inglese. Isolate sì, ma non così tanto da privare il quintetto di essenziali soste serali al pub al più vicino per rincuorare a dovere corpo e anima.

Trent'anni dopo

In quella meravigliosa alchimia mai più ripetuta, il successo del disco arrivò in modo quasi dirompente, diventando il miglior risultato commerciale della band, con un primo posto nella classifica britannica e un secondo posto in quella USA, dove è riuscito ad ottenere anche la nomina per un Grammy nella categoria Best Alternative Music. Ancora, “Wish” ha prodotto un lungo tour che ha impegnato Smith e soci per 111 date in 21 Paesi del mondo.

Non era facile dare una risposta a quello che potevano essere i Cure dopo gli umori di “Disintegration”. Robert Smith, lunatico e molto poco incline a scendere a compromessi col mondo decise di farlo senza mezzi termini con “Wish”. E niente sarebbe stato più lo stesso. Nemmeno i Cure.

Tracklist

#1
01. Open - Remastered 2022 (06:52)
02. High - Remastered 2022 (03:34)
03. Apart - Remastered 2022 (06:38)
04. From The Edge Of The Deep Green Sea - Remastered 2022 (07:44)
05. Wendy Time - Remastered 2022 (05:13)
06. Doing The Unstuck - Remastered 2022 (04:24)
07. Friday I'm In Love - Remastered 2022 (03:38)
08. Trust - Remastered 2022 (05:31)
09. A Letter To Elise - Remastered 2022 (05:14)
10. Cut - Remastered 2022 (05:54)
11. To Wish Impossible Things - Remastered 2022 (04:43)
12. End - Remastered 2022 (06:43)

#2
01. The Big Hand - 1990 Demo (04:40)
02. Cut - 1990 Demo (03:33)
03. A Letter To Elise - 1990 Demo (05:02)
04. Wendy Time - 1990 Demo (05:13)
05. This Twilight Garden - Instrumental Demo (03:27)
06. Scared As You - Instrumental Demo (02:34)
07. To Wish Impossible Things - Instrumental Demo (03:32)
08. Apart - Instrumental Demo (03:39)
09. T7 - Instrumental Demo (02:41)
10. Now Is The Time - Instrumental Demo (02:22)
11. Miss Van Gogh - Instrumental Demo (02:50)
12. T6 - Instrumental Demo (03:15)
13. Play - Instrumental Demo (02:29)
14. A Foolish Arrangement - Instrumental Demo (02:28)
15. Halo - Instrumental Demo (03:07)
16. Trust - Instrumental Demo (04:03)
17. Abetabw - Instrumental Demo (02:26)
18. T8 - Instrumental Demo (02:19)
19. Heart Attack - Instrumental Demo (02:42)
20. Swing Change - Instrumental Demo (02:11)
21. Frogfish - Instrumental Demo (02:35)

#3
01. Uyea Sound - Dim-D Mix (05:26)
02. Cloudberry - Dim-D Mix (05:21)
03. Off To Sleep... - Dim-D Mix (03:43)
04. The Three Sisters - Dim-D Mix (04:12)
05. A Wendy Band - Instrumental (03:45)
06. From The Edge Of The Deep Green Sea - Partscheckruf Mix (07:36)
07. Open - Fix Mix (06:51)
08. High - Higher Mix (07:12)
09. Doing The Unstuck - Extended 12" Mix (05:53)
10. Friday I'm In Love - Strangelove Mix (05:29)
11. A Letter To Elise - Blue Mix (06:36)
12. End - Live In Paris / 1992 (08:40)
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