«B-SIDES, DEMOS & RARITIES - PJ Harvey» la recensione di Rockol

Il lato oscuro di PJ Harvey

"B-Sides, Demos & Rarities": tutto quello che la musicista del Dorset ha lasciato lungo il percorso

Recensione del 23 nov 2022 a cura di Marco Di Milia

Voto 8/10

La recensione

Il calendario dice che sono passati 30 anni dall’uscita dell’uscita di “Dry”. Era il 1992 quando PJ Harvey si prendeva un po’ a sorpresa l’attenzione dei riflettori con un album composto principalmente da voce, rabbia e chitarra. Uno stile che in questi tre decenni di attività la musicista britannica ha prima espanso e poi capovolto, realizzando una tavolozza musicale che pare non avere limiti, in grado di passare con assoluta disinvoltura ad ogni nuova uscita dalla spigolosità punk alle ballate pianistiche, dal lo-fi alle orchestrazioni, dalle scosse sanguigne e provocatorie fino alle riflessioni più sobrie e profonde, senza mai perdere di vista la creatività e l’ispirazione di fondo insieme da moderna chanteuse e sacerdotessa rock.

Storie di trasformismo e di frenesia artistica che Polly Jean non ha certo nascosto e che, invece, ha voluto documentare con certosina precisione all’interno del grande progetto di ristampa del suo catalogo con le versioni demo degli album, mettendo a nudo tanto le canzoni quanto il proprio processo creativo attraverso le incisioni nude e crude di lavori ancora tutti in divenire.

L'ultimo tassello

A conclusione quindi di questo complesso lavoro di recupero del passato, come ultimo tassello, ecco quindi una vasta collezione di brani “minori”, tra b side, rarità e ancora demo che la cantautrice originaria del Dorset ha disseminato lungo il percorso. Seguendo così un certo rigore cronologico, il box “B-Sides, Demos and Rarities” mette in sequenza la bellezza di 59 brani realizzati nell’arco di trent’anni di carriera in cui si alternano sprazzi di livore elettrico, venature folk blues e molto di un potere sensuale che non necessita di filtri o abbellimenti.

In un set di tre cd - oppure in versione cofanetto da sei vinili - trovano perciò posto gran parte delle moltissime pubblicazioni fuori album realizzate da PJ Harvey, con una generosa sezione di inediti totali. L’artista stessa, a proposito di questa raccolta ne ha accompagnato l’uscita specificandone il senso: “Per ogni canzone di un album che ho scritto ci sono state canzoni di accompagnamento che, per molte ragioni, non hanno trovato il loro posto nel mondo in quel momento, ma che alla fine hanno trovato la loro strada, e non sono meno importanti per essere arrivate dopo”.

Tra murder ballad, gemme nascoste e un cugino nudo

All’interno si trova praticamente di tutto, gli esperimenti dei registratori a quattro piste, le realizzazioni in trio con Rob Ellis alla batteria e Steve Vaughan al basso, provini in corso d’opera, cacofonie assortite e momenti allegramente giocosi. Un viaggio imprevedibile e pure prevedibilmente carico di tensione che inizia con una versione di “Dry” datata luglio 1991, slabbrata e lontana dal controverso lavoro di produzione fatto da Steve Albini che mette bene in mostra l’anima più istintiva e tagliente di PJ. Ancora, fanno parte della raccolta i tanti lati B dei singoli del periodo “To Bring You My Love” del 1995, come l’ondivago cabaret tedesco di “Daddy” o il country alternativo di “Somebody’s down, somebody’s name”, o “Darling be there” e “Harder” che non sono affatto da meno rispetto a quanto poi è stato selezionato per l’album. Non mancano poi quei brani realizzati per le colonne sonore, come la strana storia del cugino nudo cantato in “Naked cousin” per il discusso seguito de “Il Corvo” di Alex Proyas, o ancora le più recenti “The sandman” e “The moth” per la riduzione teatrale di “All about Eve” o “The crowded cell” inserito nella serie televisiva “The Virtues”. Ancora, tra i tanti spiccano l’evocativa ed eterea “Who will love me now?” realizzata con la collaborazione John Parish per il film “Sinistre Ossessioni”, il tributo in chiave ballata dark all’amico Jeff Buckley in “Memphis”, “The camp”, brano destinato alla raccolta di fondi per i bambini rifugiati siriani inciso insieme all’artista Ramy Essam, come anche la carnalissima “Uh huh her” che dà il titolo al disco del 2004, senza però farne parte.

In ultimo, non poteva mancare una rilettura del vero compagno di sangue di Polly, ovvero Nick Cave, con una resa noir di “Red right hand”, già presente nella serie “Peaky Blinders” e qui posta in coda alla raccolta. Ispirata all’autore dal “Paradiso Perduto” di Milton, la murder ballad filtrata attraverso i rintocchi funerei al pianoforte e la voce di Harvey si carica di una tensione oscura che chiude questa selezione lasciando più di un brivido lungo le ossa.

Questione di anime

Certo, 59 tracce non sono poche. C’è bisogno di tempo e dedizione per assimilare tutto ciò che Polly Jean Harvey ha messo qui in mostra con ampia generosità di informazioni. C’è la sua parte più impulsiva, quella più caustica, così come quella invece maggiormente meditativa e attenta: per forza di cose non tutto funziona allo stesso modo, ma in questo lungo viaggio sono incluse tracce che da sole valgono il biglietto. In più, con “B-Sides, Demos and Rarities” arriva l’occasione di avere in una uscita unica le tante sfaccettature da scoprire o anche riscoprire di un’artista che ha sempre seguito solo il proprio percorso, zigzagando tra mille rotte differenti, senza dirsi mai davvero rasserenata. Meglio così.

Tracklist

01. Dry - Demo (03:39)
02. Man-Size - Demo (03:26)
03. Missed - Demo (04:05)
04. Highway '61 Revisited - Demo (03:14)
05. Me-Jane - Demo (02:58)
06. Daddy (03:19)
07. Lying In The Sun (04:30)
08. Somebody's Down, Somebody's Name (03:42)
09. Darling Be There (03:48)
10. Maniac (04:04)
11. One Time Too Many (02:55)
12. Harder (02:07)
13. Naked Cousin - Demo (04:01)
14. Losing Ground (03:18)
15. Who Will Love Me Now? (05:21)
16. Why D'Ya Go To Cleveland (03:15)
17. Instrumental #1 (01:11)
18. The Northwood (01:58)
19. The Bay (03:13)
20. Sweeter Than Anything (03:13)
21. Instrumental #3 (01:06)
22. The Faster I Breathe The Further I Go - 4-Track Version (04:03)
23. Nina In Ecstasy 2 (02:18)
24. Rebecca (03:13)
25. Instrumental #2 (01:49)
26. This Wicked Tongue (03:46)
27. Memphis (03:54)
28. 30 (04:17)
29. 66 Promises (03:49)
30. As Close As This (02:42)
31. My Own Private Revolution (03:58)
32. Kick It To The Ground - 4-Track Demo (03:18)
33. The Falling (03:54)
34. The Phone Song (04:13)
35. Bows & Arrows (03:47)
36. Angel (03:58)
37. Stone (03:44)
38. 97º (02:55)
39. Dance (03:02)
40. Cat On The Wall - Demo (02:47)
41. You Come Through - Demo (02:50)
42. Uh Huh Her - Demo (03:02)
43. Evol - Demo (03:58)
44. Wait (02:17)
45. Heaven (03:20)
46. Liverpool Tide (02:45)
47. The Big Guns Called Me Back Again (02:47)
48. The Nightingale (04:16)
49. Shaker Aamer (02:51)
50. Guilty - Demo (04:50)
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