«EBM - Editors» la recensione di Rockol

Il nuovo album degli Editors è qualcosa di travolgente

"EBM", settimo disco della band di Tom Smith, predilige ancora una volta il cambiamento

Recensione del 03 ott 2022 a cura di Paolo Panzeri

Voto 8/10

La recensione

Chissà se quegli studenti di Stafford - a una cinquantina di chilometri da Birmingham, città che ha forgiato nei suoi primi anni la band dal vivo – quando decisero di unire i loro sogni, nel 2002, avrebbero immaginato che venti anni più tardi sarebbe uscito il settimo album di una carriera di indubbio successo e di altrettanta ricerca espressiva sempre dedita al cambiamento? Sì, perché il modificare (magari anche solo di poco) la traiettoria musicale per trovare nuovi stimoli, per mettersi continuamente alla prova e spostare il fuoco della loro arte è il filo rosso che percorre tutta la carriera degli Editors. E la parola cambiamento è la più calzante per descrivere il nuovo album intitolato "EBM", acronimo che può stare per 'Editors e Blanck Mass', ma anche per Electronic Body Music: la commistione sonora chiamata altrimenti 'industrial dance'. Musica elettronica da ballare, piuttosto spinta, ripetitiva e, perché no, cupa.

Que viva Blanck Mass!

Aldilà delle inclinazioni degli Editors nei confronti di una proposta di tale fatta, la motrice principale per la realizzazione di "EBM" è stato proprio il Blanck Mass (o più prosaicamente, all'anagrafe, Benjamin John Power) richiamato nel titolo che aveva preso confidenza con Tom Smith e compagni qualche anno orsono per il precedente "Violence" (marzo 2018), poi entrato a far parte a tutti gli effetti della band britannica e portarla ad esplorare nuovi lidi. "EBM" nasce un paio di anni fa quando gli Editors dovevano preparare lo spettacolo da presentare in concerto nei festival estivi, Blanck Mass lanciò l'idea di proporre live le hit del gruppo in salsa techno dance, poi si mise di mezzo la pandemia e tutto morì sul nascere, quei concerti non si fecero. Il piano di Benjamin Power prevedeva anche di misurarsi dal vivo con un paio di canzoni nuove. Molto rapidamente da un paio quelle canzoni diventarono una decina, Tom Smith venne sopraffatto dalla verve creativa di Ben e rimase affascinato dall'ispirazione del nuovo membro del gruppo, fece sue quelle canzoni ed eccoci qui.

L'insostenibile piacere dell'ascolto

"EBM" è massiccio, nove brani che, tranne in un caso, "Vibe", superano i cinque minuti. A volte pare di trovarsi di fronte a un muro plasmato dall'elettronica senza avere a portata di mano alcun appiglio, ma in realtà è solo una fugace impressione, prima ancora di rendersene conto si è scivolati dolcemente all'interno del gorgo e la melodia – sì, proprio lei – purifica e trascina ogni cosa rendendo dolce il naufragar nel loro mare, parafrasando il Leopardi. Quello degli Editors è sì un cambiamento, ma il gruppo non snatura se stesso, la voce di Smith si esprime al meglio e lega i brani l'uno all'altro. Il nuovo disco della band britannica non ha nulla di rivoluzionario, si rifà a sonorità mandate a memoria nel tempo, sonorità prese in prestito qua e là - si ritrovano i Depeche Mode come i Pet Shop Boys o i New Order e mille altre influenze elettrodance che si perdono nel tempo -, sonorità lavorate con gusto e sapienza, cucite alla perfezione su ognuno dei brani. Viene da dire nulla di nuovo sul Pianeta Terra e viene da pensare che questo è un disco assolutamente pop, perchè è un disco immediato e, per certi versi, molto piacione. Ma, su tutto, "EBM" è un ottimo disco, poiché se la bellezza è negli occhi di chi guarda, il piacere è nelle orecchie di chi ascolta.

Tracklist

01. Heart Attack (05:48)
02. Picturesque (05:09)
03. Karma Climb (05:18)
04. Kiss (07:50)
05. Silence (05:40)
06. Strawberry Lemonade (06:17)
07. Vibe (03:39)
08. Educate (06:50)
09. Strange Intimacy (06:24)
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