«SAD ROMANCE - CKay» la recensione di Rockol

CKay: un altro “rampampampam” è possibile?

Mettere d’accordo pubblico e critica non è da tutti. CKay ci riesce così.

Recensione del 01 ott 2022 a cura di Mattia Marzi

Voto 6.5/10

La recensione

Immaginate i ritmi del reggaeton ignorante e boro di questi anni, ma rifatti in chiave più soft, delicati. Sembra impossibile. Meglio schiacciare play e far partire “Soja”, che oltre ad essere l’ideale cuore di “Sad romance”, il nuovo disco di CKay, è anche il pezzo più rappresentativo non solo del progetto, ma dello stile e della visione del 27enne musicista nigeriano. Mica male, eh? Peccato che una “Love Nwantiti” – la hit che in questi mesi gli ha permesso di conquistare le classifiche mondiali, superando il miliardo di streaming su Spotify con le varie versioni del singolo – non sia arrivata prima, nella carriera di Chukwuka Ekweani, che è dal 2017 che prova a ritagliarsi uno spazio tutto suo nella scena urban internazionale mischiando r&b e neo Afrobeat, raccogliendo l’eredità di Fela Kuti e rielaborandola a modo suo.

Mettere d’accordo pubblico e critica non è da tutti. CKay, diventato il primo artista africano negli ultimi cinquant’anni a restare tra i primi cinque posti della classifica settimanale dei singoli più venduti nel Regno Unito per quattro settimane consecutive (sui social lui si dice meravigliato del proprio successo e “di quanto grandi possano diventare le cose che iniziano come piccole”), ci riesce con questa dozzina di pezzi capaci di far muovere il sedere ma che al tempo stesso sono caratterizzate da un lavoro di ricerca sonora notevole, che può spiazzare i nerd. Si va da pezzi come “Mmadu”, basati su una formula afrobeat più ortodossa, a episodi come “Leave me alone”, in cui – affidandosi al produttore di Post Malone, Charlie Handsome – Ckay riesce a creare qualcosa a metà strada tra la sua cultura musicale e l’emo-trap. La stessa “Love Nwantiti” qui viene come disconosciuta: da hit globale riempipista a un’emozionante ballata con un arrangiamento orchestrale.

In “Samson & delilah”, racconto amaro di quanto tossica possa diventare una relazione, compare Mayra Andrade, 37enne cantante capoverdiana che spaziando tra afrobeat, jazz, world music ha conquistato la critica, che le ha affibbiato l’etichetta di “Cesaria Evora epurata dalle fatalità e dai richiami tradizionali”. E che qui impreziosisce con la sua voce un brano che vale da solo il prezzo del biglietto.

Tracklist

01. you (02:55)
02. mmadu (03:14)
03. leave me alone (02:53)
04. you cheated, i cheated too (02:12)
05. come close (feat. Ayra Starr) (03:27)
06. WATAWI (feat. Davido, Focalistic & Abidoza) (04:48)
07. soja (02:50)
08. samson and delilah (feat. Mayra Andrade) (03:12)
09. by now (02:44)
10. emiliana (02:44)
11. lose you (feat. Ronisia) (03:06)
12. love nwantiti - Bonus (03:04)
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