«HIDEOUS BASTARD - Oliver Sim» la recensione di Rockol

Esordio eccellente e intimo del cantante-bassista degli xx

10 tracce di dolorosa e onesta autoaccettazione queer tra synthpop '80, autoironia e Jamie xx.

Recensione del 26 set 2022 a cura di Michele Boroni

Voto 8/10

La recensione

Far parte di una band ha i suoi pregi e i suoi difetti. Da un lato permette al musicista di confrontarsi continuamente con altre persone sia da una punto di vista musicale sia da quello dei temi da trattare e sicuramente tutto questo rappresenta un profondo arricchimento. Dall'altro però, specie se il musicista è caratterialmente timido e riservato, c'è il rischio che la sua personalità si annulli o non esca fuori per dare spazio agli altri o a chi all'interno del gruppo ha più capacità di leadership. 
Forse è proprio questo che è accaduto ad Oliver Sims, cantante-bassista degli xx  che all'età di 33 anni decide di raccontare il suo tardivo “coming of age” con un disco a suo modo sorprendente.

Synth-pop anni 80 rivisitato

Da un punto di musicale “Hideous bastard” riprende lo stile minimale dei The xx (del resto è prodotto dall'amico Jamie xx) ma ci inserisce un synth pop di matrice anni 80 qui reso ancora più elegante dall'inserimento qua e là da arrangiamenti di archi caldi e sinuosi, ma anche di atmosfere alt . Nell'iniziale “Hideous” c'è anche l'intervento di Jimmy Somerville dei Bronsky Beat che con il suo straordinario falsetto interpreta una sorta di angelo custode che ritorna nei cori di altre canzoni e anche nell'esplicativo video della canzone-singolo dove Sim ha le sembianze di un mostro. 

La celebrazione dell'imperfezione

Ma più della musica, valorizzata dalla voce vellutata, profonda ma vulnerabile di Sim, sono i testi il punto forte e caratteristico del disco. 
“Hideous Bastard” è un viaggio musicale verso l'autoaccettazione: in questo suo debutto infatti Oliver Sim fa un coming out sulla sua omosessualità e rivela di essere sieropositivo da 14 anni. L' “orribile bastardo” è lui, o meglio, come lui spesso si sente nel giudizio omofobo delle persone e questo disco è un tentati di liberarsi dai propri fantasmi esorcizzandoli. 
"Vivo con l'HIV / Da quando avevo diciassette anni / Sono orribile?" si chiede nella canzone già citata: una domanda retorica agghiacciante di chi vive in una comunità omofoba. Laddove alcuni esempi di pop contemporaneo mainstream queer sono spesso superficiali giocati tutti sull'amor proprio e sull'esaltazione fisica,“Hideous Bastard” mette sul tavolo tutta la complessità che gira intorno al tema. Sim racconta il lato più oscuro dell'esperienza queer tra vergogna e auto-accettazione, immagini forti e autoironia.
“Hideous Bastard” è una celebrazione dell'imperfezione in questi tempi in cui tutti noi non sempre ci sentiamo al meglio: in un mondo che ci incoraggia a sentirci costantemente più belli, Oliver Sim ci mostra che il nostro valore non è legato alle nostre identità fisiche.

Finire in bellezza!

Le ultime tre canzoni del disco danno un senso profondo all'intero disco che, con le sue 10  tracce in 34 minuti, scorre benissimo.  “GMT” (di cui è uscito anche un ottimo remix dello stesso Jamie xx) contiene un sample delle armonizzazioni vocali dei Beach Boys nel periodo di  “Smile” (come anche “Run the credit”) in un pezzo accompagnato da testi semplici e di sincero ottimismo; “Fruit” è il superamento di tanto dolore in cui Sim invita se stesso e gli altri a “dare un morso” a ciò che si è perso. Mentre nel finale “Run the credits” ironicamente gioca il ruolo del “mostro” con una serie di citazioni cinematografiche dei cattivi queer come Norman Bates di “Psycho” e Buffalo Bill del “Silenzio degli innocenti”. 
Ottimo esordio!

Tracklist

01. Hideous (04:23)
02. Romance With A Memory (02:57)
03. Sensitive Child (03:01)
04. Never Here (03:37)
05. Unreliable Narrator (02:11)
06. Saccharine (03:14)
07. Confident Man (03:50)
08. GMT (03:08)
09. Fruit (03:24)
10. Run The Credits (04:21)
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