«DOUBLE CREAM - DeWolff» la recensione di Rockol

L'anima dei tulipani: ecco "Double Cream"

Gli olandesi DeWolff con i Dawn Brothers per omaggiare l'America che fu. In attesa dei Black Crowes

Recensione del 13 set 2022 a cura di Marco Di Milia

Voto 7.5/10

La recensione

Altro che Los Angeles o New York, il nuovo guitar hero degli anni Duemila arriva da Geelen, Paesi Bassi. Pablo van de Poel, classe 1991, dalle sue parti è ormai molto più di una giovane promessa, con tanto di certificazione da parte della rivista Guitarist come miglior strumentista del Benelux. Già enfant prodige della sei corde con una serie di band e side-project alle spalle, insieme ai suoi DeWolff - completati in organico dal fratello Luka alla batteria e dall’amico Robin Piso all’organo Hammond - ha all’attivo una carriera fatta di 8 album in studio e svariate uscite tra singoli ed ep, oltre a un’intensa attività live che ha portato il power trio a girare in lungo e in largo per l’Europa e gli Stati Uniti.

Tra America e corvi neri

L’occasione di una nuova sortita dal vivo per il gruppo arriva adesso con la recente reunion dei Black Crowes: il terzetto è stato infatti scelto da Chris e Rich Robinson come opener del loro tour europeo, compresa la tappa di Milano del prossimo 13 ottobre. Una certificazione di merito che permette così a Pablo e soci di allargare di misura il proprio raggio d’azione con dei venerabili maestri del southern rock. Non sono poche in effetti le analogie tra il trio olandese e il gruppo dei fratelli di Atlanta: entrambe le formazioni affondano le loro radici nel Sud degli Stati Uniti, nel rhythm n’ blues e in un impatto d’altri tempi, energico, sognante e sempre sospeso tra riff e vocalità intense.

Anime vintage

Un amore viscerale per gli anni d’oro che furono che ha portato i DeWolff a unire le forze con i Dawn Brothers - altra formazione di punta del Paese dei tulipani - per realizzare a più mani l’album “Double Cream”, in cui amalgamare le anime vintage e americane delle due band. Al suo interno - attraverso un collettivo di una dozzina di musicisti - prendono quindi forma 14 tracce intrise di soul e R&B, come se i Paesi Bassi fossero una delle tante contee sparse tra Philadelphia e Chicago. Le note che accompagnano l’album raccontano dell’idea di rendere omaggio ai padri ispiratori dei grandi miti del rock, da Sam Cooke a Otis Redding, passando per Marvin Gaye, Ray Charles, The Coasters e molti altri ancora.

Il disco, realizzato e inciso negli studi di Pablo a Utrecht, è una vera e propria dichiarazione d’amore verso un mondo ormai distante, ma capace di riverberarsi ancora nelle note calde di “What kind of woman”, nell’honky tonk di “Thunderchild”, nel funk di “C’mon baby (bring it to me)” o nelle atmosfere cadenzate di “Loverman” e “What a view”. Ancora, trame elettriche e acustiche si ritrovano in episodi brillanti e carichi di groove quali “Let me tell you (about my baby)” e “Hear me singing”. L’essenza stessa di questo “Double Cream” è apertamente quella di non voler essere affatto un album innovativo, ma di riproporre un pezzo di storia e di passione comune con stile e personalità. L’ugola di Bas van Holt - chitarrista e voce dei Dawn Brothers - conduce così verso gli orizzonti della California del Sud o in una piccola cittadina dell’Alabama, racconta di amori un po’ dolenti, di ragazze del banco dei pegni e del coraggio che, anche se difettoso, non dovrebbe mai mancare per andare avanti, mentre gli strumenti delineano la loro miglior cartolina d'America attraverso melodie felpate, sezioni di fiati, congas, cori, tastiere e immancabili grovigli chitarristici, insieme ficcanti e melodici.

Ieri e oggi

A metà strada tra un sentito tributo e un gustoso divertissement, tra i solchi di “Double Cream” appare chiaro che non c’è alcuna intenzione di colmare un possibile divario tra un “allora” e un “oggi”, quanto piuttosto di riportare direttamente le lancette dell’orologio agli anni Sessanta, utilizzando la stessa attrezzatura, le medesime tecniche di registrazione e pure un certo modo di pensare musicale. Intuizioni che in casa DeWolff non sono solo un semplice atteggiamento, ma un modo di essere.

Tracklist

01. What Kind Of A Woman (03:34)
02. Let Me Tell You (About My Baby) (03:25)
03. Loverman (03:47)
04. Hear Me Singing (Na Na Na Na Na Na Na Na) (03:17)
05. What A View (03:30)
06. Thunderchild (02:22)
07. I’m Gone (04:28)
08. Alabama Small Town (03:46)
09. C’mon Baby (Bring It To Me) (03:01)
10. Man Up! (02:38)
11. (Something In My) Pocket (02:32)
12. You Gotta Find Another Fool (04:23)
13. Southern California (02:48)
14. Pawn Shop Lady (03:05)
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