‘The Universal Music Collection’: la solita predica…

‘The Universal Music Collection’: la solita predica…
“A prezzo speciale e in edizione limitata i cofanetti di ‘The Universal Music Collection’, nell’ottica di una nuova strategia di valorizzazione del catalogo Universal Music, racchiudono un preciso momento della carriera di questi artisti con cd che, in alcuni casi, ad oggi, sono stati di difficoltosa reperibilità, fuori catalogo o non ristampati”.
Così recita il comunicato stampa che accompagna la seconda emissione dei cofanetti di cui sopra (dedicati a Patty Pravo, Fabio Concato, Rossana Casale e Gatto Panceri; la prima emissione aveva come protagonisti Eugenio Finardi, Roberto Vecchioni, Alberto Fortis e Teresa De Sio).
Il discorso l’ho già fatto altre volte, ma lo ripeto. Queste operazioni rafforzano ogni volta in me la convinzione che la discografia italiana non abbia cervello, o non abbia gusto, o non abbia dignità. Prendiamo ad esempio il cofanetto di Cd di Roberto Vecchioni. Contiene cinque Cd: “Ipertensione”, “Elisir”, “Samarcanda”, “Calabuig”, “Il capolavoro”. I primi quattro sono usciti consecutivamente fra il 1975 e il 1978 per la Philips. Nel 1979, Vecchioni pubblicò “Robinson” per la Ciao Records, e nel 1980 “Montecristo”, di nuovo per la Philips. Ora: se proprio non si voleva cercare di recuperare “Robinson” - che non risulta riedito in Cd, e che comunque fu causa di una querelle di Vecchioni con la Philips, etichetta dell’odierna Universal - e se proprio non si voleva o non si poteva inserire il buffo “Barbapapà” (Philips, 1975), allora perché non mettere nel cofanetto “Montecristo”, album successivo in ordine cronologico, che è Philips? No. ci mettono “Il capolavoro”, un’inutile antologia del 1991 che, peraltro, contiene “Canzone per Laura” che sta già in “Ipertensione”, “Un uomo navigato”, “Velasquez”, “A.R.”, “Pani e pesci” e “Figlia” che stanno già in “Elisir”, “Samarcanda”, “Per un vecchio bambino” e “Vaudeville” che stanno già in “Samarcanda”, “Il capolavoro”, “Stranamore”, “A te” e “Sette meno uno” che stanno già in “Calabuig”. Nessun brano che non ci sia in uno degli altri dischi. Così il quinto disco del cofanetto è del tutto inutile - poi dicono che il prezzo è speciale...
Vediamo il cofanetto di Patty Pravo? Contiene quattro Cd: “Di vero in fondo”, “Per aver visto un uomo piangere e soffrire” - “Sì... incoerenza”, e “Non ti bastavo più”, Anche qui: d’accordo i primi tre, usciti in sequenza cronologica per la Philips (1971, 1971 e 1972): ma “Non ti bastavo più” che c’entra? E’ un’antologia del 1998 (Mercury) che contiene “Non ti bastavo più”, “Emozioni”, “Canzone degli amanti”, “...e tornò la primavera”, “Samba preludio” e “Le foglie morte” (da “Di vero in fondo”), “Col tempo”, “Lover man” e “A modo mio” (da “Sì... incoerenza). E’ vero, ci sono un po’ di canzoni in altre lingue (“No te bastaba ya”, “Yo”, “The way of love”, “I do love you”, “I wasn’t good enough”, “Une histoire d’amour”, “La verité de l’amour”), e una “long version” di “Non ti bastavo più (long version)” - un minuto in più rispetto alla versione normale. Ma, allora, non si poteva compilare un intero Cd di canzoni cantate dalla Pravo in altre lingue?
Rossana Casale: il cofanetto contiene “La via dei misteri”, 1986; “Frammenti” (1989, raccolta) - “Incoerente Jazz” (1989), “Lo stato naturale” (1991) e Brividi (1992, raccolta con inediti). Due raccolte su cinque Cd - non sto qui a farvi l’elenco delle canzoni duplicate... E perché non metterci il primo “Rossana Casale”, 1984?
Fabio Concato: nel cofanetto, sei Cd - “Zio Tom” (1979), “Fabio Concato (Domenica bestiale)” (1982), “Fabio Concato (Fiore di maggio)” (1984), “Senza avvisare” (1986), “Giannutri” (1990) e “Misto di poesia” (compilation 1992). Anche qui, una compilation e un mistero: dove sono finiti i primi due dischi di Concato, “Storie di sempre”, 1977, e “Svendita totale”, 1978, che pure sono su etichetta Polygram? Perché non riproporli?
Tutto regolare, per fortuna, nei cofanetti di Alberto Fortis (i primi sei Cd in ordine cronologico: “Alberto Fortis”, 1979; “Tra demonio e santità”, 1980; “La grande grotta”, 1981; “Fragole infinite”, 1982; “El nino”, 1984 e “West of Broadway”, 1985); di Teresa De Sio (i primi sei Cd da solista in ordine cronologico: “Sulla terra sulla luna”, 1980; “Teresa De Sio”, 1982; “Tre”, 1983; “Africana”, 1985”; “Toledo e Regina”, 1988, e “Sindarella Suite”, 1988); di Gatto Panceri (in assenza del primo e irreperibile “Il suono del gatto”, 1986, il box contiene i sei successivi album in ordine cronologico: “Gatto Panceri”, 1987; “Succede a chi ci crede”, 1989; “Impronte digitali”, 1991; “Stellina”, 1993; “Cercasi amore”, 1995, e “Vibrazioni”, 1997); e di Eugenio Finardi, il cui cofanetto ripropone in sequenza i primi cinque Cd della carriere dal cantautore, quelli originariamente usciti su etichetta Cramps: “Non gettate alcun oggetto dai finestrini”, 1975; “Sugo”, 1976; “Diesel”, 1977; “Blitz”, 1978, e “Roccando rollando”, 1979).
Adesso potrei rifare anche il discorso già svolto a proposito del box di Orietta Berti: ogni Cd è riproposto in una bustina di cartone che riproduce la copertina dell'album originario, e contiene sul retro l'elenco dei credits. Nient'altro. E va bene il discorso del prezzo conveniente, ma siamo sicuri che non sarebbe stato il caso di riproporre gli album originari con un corredo di informazioni, curiosità, e magari brani inediti o alternate version o rarità? Siamo sicuri che il cliente non preferirebbe spendere molto di più per un prodotto più curato, più studiato, più “da appassionati per appassionati”? Io sono sicuro che sarebbe così. Ma i geni del marketing discografico evidentemente la pensano in un altro modo... (fz)
Dall'archivio di Rockol - La musica ribelle, la Cramps ed Eugenio Finardi
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