Molto probabilmente gli ironici Sparks si sono ispirati a Prince per i
concerti che terranno
a Londra. Il folletto di Minneapolis, durante la scorsa estate, ne
tenne ventuno: e ventuno ne
faranno anche loro. Ma mentre Prince pescò indifferentemente nella sua
produzione, i vecchi ragazzi
californiani hanno optato per un approccio molto diverso. Gli Sparks,
negli show che avranno luogo
nella capitale britannica nel maggio e giugno del prossimo anno,
suoneranno un album a serata; più
esattamente, ad ogni concerto sarà eseguito uno dei venti loro album
finora pubblicati. E al
ventunesimo show? Faranno ascoltare il loro prossimo CD.
Il nucleo degli Sparks da sempre ruota attorno ai fratelli Russell Mael (vero nome Dwight Russell Day, nato il 5 ottobre 1953) e Ron Mael (vero nome Ronald Day, nato il 12 agosto 1948), californiani, formatisi come Halfnelson nel 1968. I loro momenti migliori rimangono quelli segnati dagli anni Settanta: innanzitutto con "Kimono my house" del '74, che generò "This town ain't big enough for both of us", e poi con "Number one in Heaven" del '79, prodotto da Giorgio Moroder, con "Beat the clock".
Il nucleo degli Sparks da sempre ruota attorno ai fratelli Russell Mael (vero nome Dwight Russell Day, nato il 5 ottobre 1953) e Ron Mael (vero nome Ronald Day, nato il 12 agosto 1948), californiani, formatisi come Halfnelson nel 1968. I loro momenti migliori rimangono quelli segnati dagli anni Settanta: innanzitutto con "Kimono my house" del '74, che generò "This town ain't big enough for both of us", e poi con "Number one in Heaven" del '79, prodotto da Giorgio Moroder, con "Beat the clock".
Schede:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale